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Voto dell'autore: 3/5
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SomeIl giovane detective Kang è alla ricerca di una prova che possa scagionare il capo sezione Oh, primo sospettato per la scomparsa di un carico di droga del valore di 10 milioni di dollari. Contemporaneamente una ragazza appena trasferitasi in un nuovo appartamento, riceve un oggetto di cui se ne raccomanda la massima cura. Il destino farà incontrare i due, facendo affiorare in lei degli improvvisi quanto rivelatori deja-vu.

Chang Yoon-hyun a cinque anni dal suo ultimo film, Tell Me Something, si ripresenta sulla scena proponendo un nuovo thriller più moderno ma senz’altro meno truculento del predecessore.
Moderno perchè fa della tecnologia il protagonista assoluto della pellicola: cellulari di ogni genere e design, lettori MP3, telecamere e fotocamere digitali, computer e truffe associate, paiono essere i tentacoli di un enorme “Big Brother” capace di insinuarsi in ogni dove per spiare, manipolare e indirizzare le azioni dei protagonisti.
Ma è una tecnologia che invece di catturare l’attenzione diventa maligna anche per lo spettatore, il quale, di fronte agli innumerevoli e costanti trilli e squilli dei telefonini, si estrania dalla storia e non sono rare le occasioni in cui ci si ritrova a chiedersi il come e il perchè di un avvenimento.
Una occasione perduta considerando le premesse con cui il film prende avvio, dovuta soprattutto ad una sceneggiatura lacunosa a più riprese e che rende la vicenda priva di mordente dopo la prima metà e assai convenzionale nel finale, quando al contrario dovrebbe imprimere il giusto sprint.
I lati positivi comunque non mancano: il ritmo rimane sostenuto, le scene d’azione e i molti inseguimenti sono ben coreografati e la CG risulta funzionale senza debordare. La stessa regia, pur non entusiasmando, ha il pregio di conferire una buona dinamicità alle inquadrature ed è abile nel delineare con pochi dettagli il carattere dei molti personaggi presenti.
Infine una particolarità. Come in Tell Me Something, la colonna sonora internazionale, qui maggiormente improntata verso la musica dance, ne fa un prodotto facilmente esportabile.

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