Storm Rider – Clash of Evils

Voto dell'autore: 3/5
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Dieci anni dopo il colossal hongkonghese The Storm Riders, prova di forza dell’effettistica digitale locale, ecco giungerne il sequel direttamente animato, sorta di vivace riempipista per il successivo (discutibile) nuovo film live action diretto dai Pang Bros (The Eye).

Cinque anni di lavoro e continui rimandi che facevano ipotizzare il peggio (ma ad Hong Kong ci hanno insegnato –vedi Kung Fu Hustle– che i ritardi sono spesso premiati) ma alla fine il lavoro è oggettivamente riuscito; di nuovo una prova di forza sontuosa e ricca dell’animazione cino-hongkonghese che anche in questo campo mostra che il gap tecnologico e “culturale” è ormai colmato e tempo un decennio, forse meno, il grande cinema d’animazione cinese potrà competere con quello nipponico anche nel suo terreno più arduo, quello dell’azione effettata. Non che sia tutto così automatico, esempi immediatamente precedenti a cui avevano messo mano anche nomi più prestigiosi –vedi The Warrior– non arrivavano minimamente a questi livelli di resa.

Certo, non tutto è perfetto, il film ha tutti i pregi e i difetti del predecessore; grave confusione dovuta a personaggi spesso con un character design troppo simile (lo stile dell’autore del manhua da cui è tratto il film è visibilmente influenzato da quello del Ken il Guerriero giapponese, con tutti i pregi e difetti del caso) saturazione degli elementi, coralità che spesso porta alla noia nonostante il continuo susseguirsi di scontri sempre più febbricitanti. Si potrebbe anche accusare il film di possedere una scarsa integrazione tra fondali “classici”, character design pulito e netto nelle colorazioni e il 3D esasperante degli effetti, ma in breve, soprattutto nelle sequenze di maggiore azione, la percezione dello spettatore si adatta in fretta e questo mélange di livelli contrastanti riesce comunque a convincere.

Ispirato al manhua Fung Wan, di Ma Wing Shing e Siu Kit, riprende i personaggi di Wind e Cloud (interpretati allora da Aaron Kwok e Ekin Cheng), già protagonisti del primo film, qui doppiati da Richie Ren e Nicholas Tse e passa la regia al discontinuo Dante Lam (Unbeatable, The Beast Stalker) che stavolta porta a compimento in modo eccellente il proprio lavoro.
Personalmente, visto il contesto e il senso dell’operazione non ci si poteva né doveva aspettare di più. Un buon antipasto per il nuovo film, una buona prova di forza dell’animazione locale, e un ritorno nostalgico per chi non si era saziato a sufficienza con manhua, film, videogioco e relative serie TV.

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