Sukeban Deka the Movie 2: Counter-Attack from the Kazama Sisters

Voto dell'autore: 3/5
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Dopo un’introduzione caotica e frastornante, probabile riassunto furioso dei punti salienti della parallela serie TV del periodo, parte questo sequel ufficiale del primo film dedicato alle studentesse alla marinaretta armate di yo-yo. Passaggio di consegne tra la protagonista indiscussa del primo Sukeban Deka, Yôko Minamino e Yui Asaka, eroina principale.
Il film è probabilmente meno riuscito e piacevole del precedente, più cupo ma ugualmente suggestivo; basti d’altronde “il cosa” a smuovere lo spirito di un pubblico privo di aspettative e attratto principalmente da brillanti stimoli primari quali le divise, le armi pittoresche, le adolescenti violente, le musiche d’epoca.
Il soggetto è di pura (fanta)politica tanto cara al cinema giapponese ma al contempo vivacemente verosimile.

 

Il governo ha istituito delle ronde di studenti armati di yo-yo atti a pattugliare le strade onde rimuovere la delinquenza in nome della sicurezza. Non si fermano qui però le paradossali similitudini con l’Italia. Come nella migliore tradizione della strategia della tensione, tali ronde fanno capo a un leader che le utilizza per creare a sua volta problemi di ordine pubblico onde giustificare la sovraviolenza, passando per attentati e eliminazione di autorità politiche, il tutto al fine di un automatico colpo di stato e occupazione del potere. A ribellarsi al progetto Yui, un valido membro del gruppo paramilitare composto da studenti che non accetta tali violenze, che entra in possesso di un floppy disc che denuncia l’imminente colpo di stato, diventa complice di una gang di poveri rivoluzionari e combatte i potenti aiutato dalle due sorelle Kazama.
Purtroppo il prototipo era adorno di un numero maggiore di gadget e armi a disposizione delle ragazze; anche solo lo yo-yo possedeva della variabili di stile e potenza. Qui invece abbiamo solo un paio di yo-yo e la sorpresa maggiore giunge forse dagli “orizuru”, dardi-origami in possesso di Yuka.
Grande finale action con i combattenti della resistenza che si scontrano contro un gigantesco mezzo blindato pilotato dalla villain di turno alla marinaretta e secondo finale in cui entra in scena anche un aereo.
Tra i volti noti da menzionare quello dell’apparentemente immortale Masaki Kyomoto nei panni del politico autoritario responsabile del complotto, cantante (sua anche la ost di Garo), attore, e figura fondamentale del cinema giapponese spesso tokusatsu (Kamen Rider Black, Cutie Honey…).
Un film minore ma piacevole esponente del “pinky violence” più ludico e pudico.

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