Suster Ngesot the Movie

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Suster NgesotDue ragazze, Vira e Silla, giungono a Giakarta città dove vive da mesi il ragazzo di Vira, Mike, per lavorare come infermiere, prendendo alloggio in una stanza di un dormitorio misteriosamente chiusa da vent’anni. Il fantasma di Lastri (la Suster Ngesot del titolo) un’infermiera uccisa per motivi passionali nel mezzo di un triangolo amoroso è decisa a tornare per fare ripetere la storia.

L’Indonesia continua a produrre un numero elevato e ghiotto di horror con un ritmo ormai costante. Questo Suster Ngesot: The Movie poi è stato il campione di incassi del 2007, diventando una specie di corrispettivo del Feng Shui filippino (che però funzionava decisamente meglio). Ad avere facilitato l’afflusso del pubblico è probabilmente il fattore rappresentato dalla notorietà del soggetto trattato, ispirato ad una notissima leggenda locale. Suster Ngesot: The Movie però non funziona, o meglio è costruito meccanicamente solo per funzionare come pure macchina di paura e in parte ci riesce; sfacciatissimo, infila fantasmi in classica foggia da yurei di seconda mano, diari, omicidi, cadaveri murati, apparizioni ed evoca salti sulla poltroncina dal primo (addirittura da prima dei titoli di testa) all’ultimo secondo del metraggio. Ma non è questo il problema maggiore. E’ che film così ormai -e motivatamente- non se ne fanno più nemmeno in Asia; raramente si è vista una tale accozzaglia di luoghi comuni, immaginari, simboli e trovate provenienti da tutto l’horror orientale e occidentale fusi insieme alla buona. Certo, la resa è dignitosissima, le attrici belle e brave, ma il prodotto finale è cinematograficamente inutile e a tratti -soprattutto all’inizio- ha la resa di una parodia tanto è enfatico e involontariamente poco credibile.

Il montaggio poco preciso che non sempre raccorda adeguatamente sequenze di paura ed effetti sonori è una relativa aggravante al tutto. E’ inutile poi filosofeggiarci sopra, l’Indonesia ha comunque un’industria sicuramente più vivace di quella italiana e la resa finale del film lo dimostra, non è un problema di cinematografia minore ma proprio di film in sé; un prodotto del genere non può avere nessuna possibilità al di fuori dei confini nazionali. Peccato.

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