Tales from the Dark 2

Voto dell'autore: 4/5
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Ad un mese dall’uscita in sala di Tales from the Dark 1 esce il secondo capitolo; trattasi di un dittico di horror ad episodi (3 per ogni film) diretti da grandi nomi, interpretati da grandi attori hongkonghesi e tratti da scritti di Lilian Lee. Il primo capitolo era deludente e sarà ricordato probabilmente solo per essere l’esordio alla regia della superstar Simon Yam. Questo sequel è esponenzialmente migliore e conferma l’alta statura artistica sia dei registi che degli attori coinvolti che offrono un progetto vistosamente più autoriale.

Comincia Gordon Chan che tra il bel The Four e The Four 2 3D si regala la regia di questo primo episodio, Pillow. Storia d’amore incrinata che termina con l’involontario omicidio da parte di lei del proprio compagno. Ma è solo l’inizio. Da quel momento la ragazza inizia un paranoico rapporto morboso con un nuovo cuscino mentre fantasmi sospesi di fazioni diverse giocano sulla scacchiera della vita dei mortali. Composto da continue sequenze di sesso anche sopra i livelli medi del cinema locale, con una buona scena di sangue, una regia controllata e elegante, si rivela come una visione tesa, ovattata e malinconica.

Hide and Seek di Lawrence Lau Kwok-Cheong gioca facile con il classico racconto di luoghi infestati. In questo caso un gruppo di giovani amici decidono di festeggiare il compleanno di una di loro passando la notte nella vecchia scuola che sta per essere demolita. Luogo ovviamente infestato da decine di spettri appartenuti al passato dell’edificio stesso. L’episodio più “spaventoso” dei sei, è al contempo poco originale e forse troppo lungo tanto da perdere di mordente nell’effetto paura. E’ però ottima la grazia e competenza nella messa in scena del regista che regala una mezz’ora di giochi di regia, eleganze formali, invenzioni riuscite e molta classe. Racconto forse poco riuscito ma permeato da un’aura di decadentismo e disperazione palpabile e a tratti quasi soffocante.

Gran finale con l’episodio migliore dei due film ed ovviamente a metterlo in piedi è un veterano, nientemeno che Teddy Robin Kwan. A montaggio alternato vediamo l’attore (e regista) muoversi come un cicerone per le vie di Hong Kong durante la festa dei morti, salvando la vita a persone e al contempo “percependo” i defunti a spasso per la città. Dall’altra, una prostituta si agghinda per andare in cerca di un cliente. L’incontro tra i due regalerà una sequenza ultragore di monumentale efficacia da ascrivere tra i momenti più riusciti dell’horror locale.

A differenza del primo film vale forse la pena avvicinarsi a questo Tales from the Dark 2 perché riesce ad offrire dei buoni momenti di ottimo cinema applicati ad un genere spesso difficile da rinnovare e arricchire. Confermato alle musiche il giapponese Kenji Kawai (Seven Swords).

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