Teppanyaki

Voto dell'autore: 3/5
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TeppanyakiIl ‘teppanyaki’ è una pittoresca modalità culinaria che consiste nel cucinare carni e verdure su un’ampia piastra bollente direttamente davanti al cliente. Su questa premessa si sviluppa l’ennesimo film di materia culinaria del regista, un kung food ante litteram che anticipa con i suoi freestyle acrobatici di padelle, coltelli da cucina e aspersori per il pepe di Shichuan, titoli del calibro di The Chinese Feast (Tsui Hark, 1995) o God of Cookery (Stephen Chow, Lee Lik-chi, 1996), ennesima prova del regista sul tema, dopo i successi brillanti e esilaranti di The Private Eyes e Chicken & Duck Talks. Siamo nel territorio dei film minori, durante la seconda parte della carriera del regista e lo troviamo solo, privo della presenza degli altri due fratelli. Inoltre questo film è probabilmente quello più “occidentale” nello sviluppo e nei contenuti (con tanto di parodia di Indiana Jones), e ricorda più di una volta l’estetica e la forma di tante commedie italiane degli anni d’oro, soprattutto di quelle più fini, dal Fantozzi di Luciano Salce a Monicelli. Anche la figura tragica interpretata da Michael Hui è diversa dal solito, priva di quella maledizione proletaria che affliggeva i personaggi dei film precedenti.

Stavolta Michael è Johnny Wong, un cuoco al servizio del padre della moglie, marito insoddisfatto sempre pronto alla scappatella amorosa, perennemente cacciato (nel senso più letterale del termine) dal violentissimo suocero. Innamoratosi di una hostess interpretata da Sally Yeh, fuggirà con lei nelle Filippine dovendosi portare dietro suo malgrado tutta la famiglia incluso suo nonno di 103 anni. La comicità è quella classica delle opere minori del maestro, si trattiene sulla media lungo tutto il film per poi esplodere fragorosa in alcune sequenze culto, tra cui una umiliante partita a tennis che si rivela una vittoria epocale nel momento in cui il nostro utilizza, anziché una racchetta, il suo strumento di lavoro, ossia una padella. Teppanyaki rimane comunque un film piacevolissimo, campione di incassi ad Hong Kong alla sua uscita; e quando in Forbidden City Cop vedrete Stephen Chow dare lezioni di degustazione di vino, saprete da dove proviene il background dell’attuale re della commedia.

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