The Adventure of Iron Pussy

Voto dell'autore: 2/5
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The Adventure of Iron PussyThe Adventure of Iron Pussy, si basa sulla stessa formula de Le Lacrime della Tigre Nera, adottando un’ottica retrò appropriandosi però stavolta dell’estetica del vecchio musical thailandese e virandola in una sensibilità da fracasso cromatico da travestitismo (elemento presente in un numero pressoché infinito di film nazionali); i risultati, aimè, non sono però gli stessi. Nonostante le premesse siano le migliori e il film avrebbe potuto essere uno di quei perfetti film thailandesi da esportazione, il risultato finale è assolutamente deludente e oltre la noia. Non bastano delle immagini sature e arcobaleniche, un’avventura esotica, due colpi di scena e un retrogusto sentimentale a salvare la baracca, quello che fa affossare del tutto il film è una regia banale e piatta, per niente all’altezza delle ambizioni promesse. Speso si (s)parla a (s)proposito con un forte atteggiamento critico (e sinceramente poco competente) di estetica da videoclip; e stavolta che manca, viene rimpianta visto che forse solo quella avrebbe potuto salvare un film musicale diretto però con la sciattaggine di una fiction (brutta) per la TV, senza una minima cura e partecipazione nelle scene musicate.

Iron Pussy è un agente segreto versione en travesti di un signorino per bene che combatte il male per conto di un’agenzia segreta. Come tutti i super eroi si porta dietro il proprio seguace, Pew, tossicodipendente da lei salvato e redento. Inviata in missione all’interno di una ricca famiglia (si intrufola in loco come cameriera) dovrà indagare in loschi traffici, tra colpi di scena, travagli sentimentali, famiglie perdute e poi  ritrovate, in continui cambi di abito che la rendono di volta in volta incredibilmente irriconoscibile al prossimo. Va bene la patina retrò e il sentimentalismo nostalgico, ma si può avere la migliore storia del mondo e vederla affondare nelle sabbie mobili della celluloide se non c’è un’idea forte di regia a tenerla in piedi. Un’altra promessa thailandese non mantenuta da uno degli autori locali più coccolati in occidente.

 

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