The Black Death

Voto dell'autore: 3/5
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Mentre il cinema indiano, coreano e -soprattutto- cinese continua a mietere successi e incassi stellari, quello thailandese sembra aver perso lo smalto che possedeva appena un decennio fa. Le produzioni si sono normalizzate, numericamente diminuite e i budget abbassati. Nonostante tutto di tanto in tanto escono titoli bizzarri e curiosi come questo The Black Death.
Il titolo si riferisce alla peste che sterminò milioni di persone nel quattordicesimo secolo. Ma non è la peste la protagonista del film ma un’altra pandemia potenzialmente peggiore.

 

Nella seconda metà del 1500 in Thailandia, un misterioso virus riporta in vita i morti, da un campo di battaglia ad un remoto villaggetto di provincia. Una pandemia di zombie in un inedito film d’azione in costume che avvicenda melodramma e ultragore.
Girato con camere prosumer ma con una resa visiva professionale The Black Death si inserisce in un filone della mitologia zombesca rigoglioso, quello dei sopravvissuti che armati di tutto punto fanno fronte contro l’esercito dei non morti. Abbiamo una forgiatrice di spade in abiti succinti che combatte con due martelli, guerrieri dotati di falce e spade, fino ad un colosso che utilizza, prima come corpo contundente poi come arma da fuoco, un cannone. Una lotta impari per salvare amore, futuro, famigliari. Buone scene di massa, make up ed effetti di alterna fattura ma mediamente riusciti e cast tutto sommato in ruolo, che dona un discreto carisma al riuscito character design dei personaggi. Lo stile fumettistico rivendicato da brevi sezioni animate in testa e in coda e alcune sequenze splatter classiche con corpi tagliati e affettati in ogni direzione rendono The Black Death un titolo abbastanza anomalo e fresco nel panorama locale. Un film medio di buon intrattenimento senza macroscopiche cadute e di cui il cinema thailandese avrebbe sempre più bisogno per ritrovare lo splendore di un tempo.

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