The Bullet Vanishes

Voto dell'autore: 3/5
Voto degli utenti InguardabileSufficienteConsigliatoOttimoImperdibile [4,00/5: 4 voti]

The Bullet Vanishes di Law Chi-LeungSenza indugiare in discorsi sul cinema di Hong Kong che non esiste più, andiamo dritti al sodo: consigliamo al lettore di guardare The Bullet Vanishes. Armatevi di popcorn e buona compagnia e godetevelo. Law Chi-Leung costruisce una detective story solida e piuttosto tesa. Riparte dal Sherlock Holmes di Guy Ritchie, ma innesta al suo interno elementi che possono arrivare solo da Hong Kong. The Bullet Vanishes inizia e si sviluppa come la classica indagine per trovare l’assassino. Una ragazza viene trovata morta in una fabbrica di proiettili, e i detective più scavano più scoprono nuovi indizi che cambiano completamente le loro conclusioni. I flashback aiutano a ricapitolare gli eventi e le deduzioni sono rapide e spesso legate a particoli praticamente impossibili per lo spettatore da cogliere. Si rimane col fiato sospeso davanti ai continui colpi di scena e voltafaccia. Certo, chi mastica un po’ di gialli e polizieschi mangerà in fretta la foglia, ma la messa in scena di Law Chi-Leung è notevole. Splendide le scene misteriose tra Song Donglu e Fu Yuan. Tra i due una complicità e un rapporto che rimangono ambigui fino alla fine. E che dire delle autopsie con la macchina da presa posta all’interno del cadavere? Niente di originale, magari, ma un tocco che raramente si trova in una convenzionale detective story. Elementi del western, dell’avventura, della commedia, del melodramma e del film d’azione si mescolano in The Bullet Vanishes, reimpastando la trama a volte in maniera un po’ troppo caotica.

Il carismatico Lau Ching-Wan è Song Donglu, novello Sherlock Holmes di questa Shanghai degli ann ’30 cui il cinema cinese continua a tornare di questi tempi. Lavora con la testa ed è disposto a sperimentare sul suo stesso corpo le teorie cui arriva. Nicholas Tse è Guo Zhui, il braccio della mente Donglu, che ama definirsi “la pistola più veloce di Tiancheng”. Insieme portano a galla le complicate macchinazioni nella fabbrica di proiettili dello spietato Ding (Liu Kai-Chi), proprietario schiavista e viscido che fa il possibile per farsi odiare dallo spettatore.  Cosa c’è veramente dietro il mistero del proiettile scomparso è compito di Song Donglu scoprirlo, rischiando la pelle in più di un’occasione.

La fotografia impeccabile e la scenografia magnifica che ormai ci si può tranquillamente aspettare dalle recenti produzioni cinesi non mancano in The Bullet Vanishes. Gli ambienti brillano di luci, ombre e colori vivissimi, gli arredamenti e la ricostruzione storica sono ricchi di dettagli, e lo stesso si può dire dei costumi. C’è un certo autocompiacimento nella camera di Law Chi-Leung nel mostrare il fascino degli attori, ma il regista è bravo a non trasformare mai i personaggi in caricature. Qui non ci sono duri dal cuore d’oro, né eroi elevati sopra la media. Anche il più colorito dei personaggi, cioè il rude Ding, è umano e perfettamente credibile. Le poche scene d’azione sono intense e ben pensate, in particolare si fa notare il rallenty fra le fiamme che aumenta la tensione e i timori per la sorte di Donglu. Meno efficace il lato melodrammatico. Nonostante il già menzionato legame tra Donglu e Fu Yuan aggiunga profondità al carattere del detective, l’amore fra Guo Zhui e Little Lark è convogliato in una scena che pare ritagliata da un spot pubblicitario. Una delle poche cadute di stile di The Bullet Vanishes, insieme allo stiracchiato finale che non lesina l’ennesimo colpo di scena.

Tolti i pochi difetti, il film di Law Chi-Leung è consigliato. Una visione piacevole e leggera che mostra com’è cambiato il cinema dell’ex-colonia inglese. Non l’evoluzione definitiva né tantomeno la migliore, tuttavia una buona prova che può offrire spunti interessanti al nuovo cinema cinese.

CONDIVIDI: