The Bullet Wives

Voto dell'autore: 3/5
Voto degli utenti InguardabileSufficienteConsigliatoOttimoImperdibile [3,00/5: 2 voti]

The Bullet WivesBisogna spegnere il cervello. Si, anche prima di leggere la recensione. Una volta fatto, non resta che godersi questo spassoso e pirotecnico film. Tutti i sottogeneri tipici della Hong Kong del ventennio d’oro post new wave stanno (purtroppo) traslocando in Thailandia e quindi non è nemmeno troppo anomalo trovarsi di fronte ad un paradossale e pittoresco film di “Naked Killer.');" onmouseout="tooltip.hide();">women with guns”. Certo, non c’è né la classe, né la furia, né la capacità del cinema dell’ex colonia, ma non si può non apprezzare il tentativo. Il film è un continuo susseguirsi di elementi “brutti”; partitura audio pessima, montaggio talvolta febbricitante, recitazione e direzioni degli attori poco credibile, sceneggiatura segata a colpi d’ascia, regia inventiva ma imprecisa, coreografie imperfette ma volenterose. Tutti elementi che hanno fatto si, anche giustamente, che il film fosse stroncato all’unisono da tutti.

E invece per stavolta vogliamo prendere le difese di questa accozzaglia di brutture, il cui risultato finale personalmente è decisamente divertente. Se in Thailandia la questione della prima moglie (quella di fatto) e della seconda moglie (l’amante) sembrerebbe praticamente naturale, la storia trasportata in occidente ha del surreale. Candidamente vengono presentate due associazioni/congreghe malavitose composte dalle prime mogli che si battono all’ultimo sangue contro le amanti che vogliono eliminarle per poi diventare le effettive mogli. In una Thailandia in cui nel 2007 ci sono ormai due donne per ogni uomo e nel 2017 il rapporto diverrà di uno a quattro, la FCWI (First Class Wives International) e la ECWI (Economy Class Wives International) si battono all’ultimo sangue per la conquista e il dominio dei propri mariti/amanti.

Ed il film è un florilegio di ragazze e modelle tipizzate e quasi disegnate, continue pose plastiche ultra cool, sparatorie stilizzate a ritmo di tango, pareti che si sgretolano sotto i colpi sparati, ralenti, moto, lotte corpo a corpo, pioggia, un cantico del chroma sconclusionato, un furto di musiche (Kill Bill che deruba, a sua volta derubato), immaginari, mexican stand off, double gun fight, pose, con John Woo che si rivolta nella tomba da vivo. Una cazzata insomma, ma per i puristi del genere una vera manna, coccolata da un ingrediente in più, il deragliamento dei generi e il loro mescolio incontrollato che tesse su una surreale base di commedia, sequenze estremamente violente e sanguinose, senza pudore propositivo alcuno, tale da fare trascorrere gli appena 75’ di durata in modo abbastanza leggero. Il risultato finale è anomalo, può ricordare in quanto a metodo di racconto un film giapponese di alcuni anni fa, Showa Kayo Daisenshu (Shinohara Tetsuo, 2003) che contrapponeva invece in modo surreale ed estremamente violento giovani ragazzi contro donne quarantenni. Solo due personaggi maschili entrano in scena, il marito della protagonista e un puttaniere doppiogiochista, il resto della partita è in mano a ragazze, giovani o anziane, bellissime o bruttine, mascoline o sensuali. Il regista già noto per altri film (Goal Club, Saving Private Tootsie) adotta le tematiche di una nota serie TV, mia noi-mia luan, e la reinventa in salsa action.
Purtroppo le attrici non hanno le capacità atletiche di Yukari Oshima o Moon Lee (i bei tempi andati…) ma compensano con carisma, bellezza (si segnala nel ruolo della cattiva, Miss Thailandia Methinee Kingpayome) e volontà alle lacune atletiche producendo un filmetto a metà strada -fatti i debiti paragoni- tra Naked Weapon e So Close. Sta allo spettatore decidere se può valere la pena o meno vedere un film del genere.

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