The Captain

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In un periodo abbastanza sfortunato per i blockbuster in generale e per quelli cinesi in particolare la sorpresa maggiore arriva inaspettatamente da un nome inusuale, ovvero quello di Andrew Lau.

Un pubblico cinese forse poteva essere attratto da un fatto di cronaca (reale, al quale il film si ispira) ma un pubblico occidentale avrebbe preventivamente osservato The Captain come una sorta di scopiazzatura fuori tempo massimo del Sully di Clint Eastwood.

Invece tra i due non esistono grossi elementi in comunque se non narrare la storia reale di due scampate tragedie relative a viaggi aerei. Ma quella cinese, basata sull’incidente del volo Sichuan Airlines Flight 8633 è ben più macroscopica perché non mostra solo un atterraggio di emergenza magistrale ma una vera e propria odissea sviluppatasi sui cieli.

Per ovviare ad un temporale apocalittico sui cieli del Tibet un aereo sale di quota; facendo questo la pressione manda in frantumi i vetri dell’intera cabina di pilotaggio. Il pilota e i suoi assistenti, di cui uno gravemente ferito durante la deflagrazione dei cristalli della cabina, devono quindi dirottare l’aereo verso l’aeroporto più vicino, abbassandosi di quota, sfidando la tempesta sopra citata e le glaciali intemperie che si proiettano all’interno dell’abitacolo.

Parallelamente è sviluppata anche la furibonda onda di panico che le turbolenze annesse provocano tra i passeggeri all’interno dell’aereo e le vicende delle singole hostess.

Andrew Lau non si perde in dilungamenti, offre pochi minuti ai momenti antecedenti il volo e sviluppa quasi l’intero film sui cieli durante le furibonde manovre per la sopravvivenza. Ma ovviamente senza cura dei personaggi l’empatia di qualunque film non può funzionare. E il regista nella prima parte, mostrati rapidamente piloti e equipaggio, legami famigliari e sentimentali, si scaglia verso una furiosa scarica di montaggio a mostrare i vari personaggi facenti parte dei passeggeri. Schegge rapidissime, sapiente montaggio e senso del ritmo in pochi minuti ci restituiscono una tutta sommato sfaccettata resa della varia umanità che affolla il volo, garantendo una successiva empatia.

Seppur prevedibilmente diluito e retorico sul finale The Captain si rivela un inaspettato blockbuster di rara qualità, con una prima parte tesa e sapientemente costruita. Ancora più inaspettato osservando gli ultimi titoli discontinui e senza personalità realizzati dal regista, dal medio Kung Fu Monster, passando per il pessimo The Guillotines fino all’interessante ma impersonale From Vegas to Macau III, in co-regia con Wong Jing.

The Captain è una buona visione, con un palpabile senso della tensione, un buon cast e ottimo mestiere. Qualità che si sono riflesse in incassi macroscopici. Il film ha infatti portata a casa l’ottimo risultato di circa 370 milioni di euro.

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