The Case

Voto dell'autore: 3/5
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The CaseLungometraggio d’esordio della giovane ex-attrice/modella Wang Fen (se si esclude il precedente documentario Unhappy Person is More than One (2000)), e già presentato nell’ambito dell’HK International Film Festival 2007, The Case è una bizzarra commedia nera ambientata nella provincia dello Yunnan, a sud della Cina.

Il protagonista, He Dashang (Wu Gang) è co-proprietario assieme alla moglie (Wu Yujuan) di una deliziosa “guest house” situata in mezzo alle verdi colline nei pressi di Lijiang, e un giorno trova una valigia che galleggia in un corso d’acqua, stipata di resti umani congelati. Dashang, nonostante la sua (apparente?) estraneità al macabro evento, decide di nascondere alla moglie il ritrovamento e seppellire le membra nella propria serra, mentre un forte senso di colpa comincia inesorabilmente ad attanagliarlo. La situazione precipita definitivamente quando alla locanda giunge la coppia formata da una misteriosa femme fatale (Wang Sifei) e da suo marito (Wang Hongwei) che ha problemi di salute ed è quindi costretto a rimanere a letto, mentre la moglie comincia pericolosamente a flirtare con il timido Dashang, che a dispetto delle ansie che lo disturbano non riesce a trattenersi dal cadere nella trappola della passione. E mentre lo spettatore cerca inevitabilmente di trovare il bandolo della matassa di questo piccolo film, chiedendosi in particolare cosa diavolo c’entri in tutta la vicenda una valigetta piena di arti mozzati, l’idea che comincia seriamente a farsi strada nella sua testa è quella di lasciar perdere ogni tipo di razionalizzazione e cercare di godersi The Case come un mini trattato sulla gelosia e i sensi di colpa, il tutto condito da una abbondante dose di paranoia.

Merito in particolare del bravo Wu Gang nella parte del marito represso Dashang, col suo sguardo sfuggente e il volersi quasi rendere invisibile davanti agli occhi della moglie, convinto com’è di doverle costantemente dimostrare la sua innocenza, anche quando mancano le colpe. A conti fatti, sono proprio gli attori che riescono a tenere in piedi un film dalla sceneggiatura assai confusa – e il pessimo e scontato finale non aiuta – girato da una regista che non sa mai esattamente da quale parte sbilanciarsi e non riesce (quasi) mai ad affondare i colpi, lasciando così fluttuare The Case in un limbo di indecisione, inconsistente come una folata di vento. Da non trascurare è comunque il fatto che un film del genere provenga da un paese come la Cina continentale, e ciò è indicativo di come le fitte maglie della censura stiano cominciando molto lentamente ad allentarsi, e questo non può che essere di buon auspicio per i lavori che verranno.

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