The Ceiling at Utsunomiya

Voto dell'autore: 3/5
Voto degli utenti InguardabileSufficienteConsigliatoOttimoImperdibile [4,00/5: 1 voti]

Il film è principalmente un classico, ottimo chanbara ma è noto per essere uno dei primi film del regista in cui vi è l’apparizione di un fantasma, a differenza di altre fonti che danno come prima incursione del regista nei meandri del fantastico il classico e successivo Ghosts of Kasane Swamp.

La storia è classica: un aristocratico in alleanza con dei delinquenti locali vuole attentare alla vita dello Shogun della provincia invitandolo al proprio palazzo e schiacciandolo facendogli crollare il soffitto addosso (il cui peso è stato aggravato da uno strato di macigni manovrati tramite un meccanismo manuale). Il protagonista riuscirà ad evitare l’attentato supportato anche dall’ausilio del fantasma del costruttore del meccanismo omicida, che in una notte riemerge dal pozzo in cui era stato gettato per ghermire la propria vittima.

 

La breve sequenza in questione è assai suggestiva; prima si intravede la silhouette dello spettro dai capelli fluenti e mossi dal vento, attraverso una parete. Poi esso riemerge lento dal pozzo, il volto coperto di escoriazioni, i capelli mossi dal vento, e si avvicina lento e imperturbabile verso la propria vittima.
Una volta archiviata questa breve sequenza (anche un pò inutile, sinceramente) il film mostra per l’ennesima volta il talento del regista. Nei primi minuti a montaggio alternato presenta tutti i personaggi e di lì a poco fa si che le loro vite si intersechino, con una magistrale naturalezza. Un ottimo bianco e nero accompagna l’incredibile padronanza di Nakagawa nella gestione degli spazi che diventerà esemplare nei film successivi fino alla summa nel classico scontro finale in cui i corpi che si affrontano a colpi di katana sono separati su numerosi piani spaziali con una padronanza del campo magistrale mentre carrellate fluide, lente e sinuose seguono l’eroe. Non si può non riflettere sulla potenza pionieristica della sequenza del pozzo (sappiamo tutti perchè, tranne chi non ha ancora visto Ring) e godersi di rimbalzo questa prima incursione del maestro dell’horror nei meandri del sovrannaturale. Assolutamente da recuperare.

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