The Chinese Mayor

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La storia della città di Datong, nello Shanxi, in Cina è così surreale che c’era davvero da farci un film. O meglio, un documentario. Città con 2000 anni di storia e grandi fasti nel passato fu più volte distrutta e ricostruita nella contemporaneità come città popolare, agglomerato di labirinti abitativi abusivi e resasi nota per essere la città più inquinata del paese a causa del numero record di miniere di carbone. Intorno ad essa alcune opere di forte attrattiva turistica, i monasteri sospesi sul monte Heng, le Grotte Yungang e la Sakyamuni Pagoda of Fogong Temple spesso paragonata per ingegno alla Torre di Pisa e alla Torre Eiffel. Poi nel 2008 arriva Geng Yanbo, il nuovo sindaco e decide di cambiare la storia della città. Ispirandosi alla fortuna della “gemella” Pingyao, patrimonio dell’Unesco, decide di investire capitali monumentali per riprodurre la città dei millenni precedenti. In pratica abbatte decine di migliaia di abitazioni, ne costruisce altrettante di ultramoderne dove ricollocare il numero sconfinato di coinquilini e inizia la creazione di una immensa cinta muraria con relativa città vecchia all’interno, torri e templi. Una sorta di nuovo antico, di falso d’autore. Il tutto combattendo contro le resistenze del popolo cacciato di casa e della burocrazia che rallenta il suo faraonico sogno architettonico. Finanche nobile l’obiettivo di creare un qualcosa di unico e eterno che possa rendere Datong una delle più essenziali capitali della Cina e fulcro di cultura, storia e turismo. Fino a che di punto in bianco il sindaco viene rimosso dal suo incarico dopo 5 anni di lavori e il progetto si interrompe.
Il film si chiude nel 2014.
Il documentario segue in maniera discreta e invisibile il sindaco nelle sue giornate, negli incontri e scontri, con un tatto ammesso dallo stesso sindaco. In montaggio alternato immagini dei luoghi durante le diverse stagioni e periodi della storia narrata, dall’elezione a sindaco fino alle dimissioni e oltre. Un buon documento che esula da una rilevanza prettamente turistica o storica ma che si sofferma su alcuni dei grandi paradossi, seppur in apparente buona -delirante- fede, della Cina contemporanea.
Geng Yanbo è stato poi trasferito in un’altra città, Taiyuan, e la fine del video ci segnala che in un anno ha spostato di domicilio 250000 abitanti, ha costruito una decina di autostrade sotterranee, nuove linee della metro e ha dato inizio ai lavori per un nuovo aereoporto. Un uomo efficiente, questo è sicuro.
Ad oggi, 2016, Datong è una sorta di mastodontico cantiere aperto e sospeso che domina un imponente sogno urbanistico interrotto. Al suo fianco una seconda città vecchia sempre dotata di enormi mura di cinta pensata solo come esclusivo centro commerciale da affiancare all’attrazione principale. Esperienza urbana unica, merita sicuramente un viaggio per la sua essenza inedita e un’ambizione unica al mondo.

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