The Chrysalis

Voto dell'autore: 2/5
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The-Chrysalis-2012-Movie-PosterUltimo arrivato di una sempre più corposa produzione di horror cinesi, The Chrysalis segna l’esordio dietro alla macchina da presa di Qiu Chu-Ji (che firma anche la sceneggiatura) che , inutile girarci attorno, inizia la carriera con il piede sbagliato. The Chrysalis attinge a piene mani dall’immaginario dei thriller psicologici,  fatto di apparizioni spettrali, amnesie, doppie personalità e twist narrativi concernenti l’identità dei protagonisti, ma lo fa in maniera pedissequa e goffa, senza neppure provare reinterpretare in maniera personale il materiale di partenza. Come è lecito aspettarsi ci si trova di fronte un plot tortuoso e complesso fino all’inverosimile, che vede al centro la giovane Wuxen, il cui corpo si trova ad ospitare  la personalità dell’amica morta Annie, che tempo prima aveva tentato di ucciderla. Una sceneggiatura già di suo  minata da molte ingenuità e diverse forzature, che nelle mani inesperte del regista diventa una lunga telenovela indigeribile. Ancorato ad un tipo di regia più televisivo che cinematografico,  Qiu Chu-Ji  sembra continuamente  impegnato a tenere viva l’attenzione dello spettatore con un continuo bombardamento di jump cut, accelerazioni improvvise e artifici resi possibile dal digitale, con ricadute disastrose sulla tensione e  l’atmosfera. Non pago di estinguere quel minimo di pathos che il film poteva avere, decide anche di toglierci il piacere di svelare da soli il mistero alla base della storia, spalmando lungo tutto il film il didascalico voice over della protagonista che si premura di spiegare anche l’ovvio. C’è poco da salvare in questa pellicola, l’unica nota positiva è la performance della  protagonista Sandrine Pinna che fa un lavoro più che egregio nel dare corpi e voci distinte alle due anime che muovono il suo personaggio. The Chrysalis, oltre alla noia, lascia la sgradevole sensazione di essere un prodotto sintetico, patinato e costruito in serie, privo di  qualsiasi specificità geografica o culturale: è uno dei molti, troppi, esponenti di un cinema globalizzato e omologato, che purtroppo è sempre più onnipresente ad ogni latitudine.

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