The Climbers

Voto dell'autore: 3/5
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Adunata di nomi delle grandi occasioni; alla regia Daniel Lee, memore del successo di alcuni titoli precedenti tra cui Dragon Blade. Come protagonista l’ormai affermato Wu Jing, creatore “completo” del clamoroso successo di Wolf Warrior 2 affiancato da altri attori del calibro di Zhang Ziyi (La Tigre e il Dragone), Jing Boran (Monster Hunt), Zhang Yi (Operation Red Sea), tutti nomi usciti dai maggiori blockbuster campioni di incasso del recente cinema cinese.

E si, c’è anche un cameo finale di Jackie Chan. Inaspettatamente compare anche il nome del maestro Tsui Hark tra i produttori.

Il discorso è sempre lo stesso; può la somma delle parti portare ad un risultato cumulativo? No.

Perché c’è da dire che The Climbers ha suggestione, specie nel contesto scenografico e storico, ha un paio di sequenze surreali e folli quando entra in scena l’azione e la furia degli elementi e della natura quasi posseduta da una leopardiana vena selvaggia e matrigna propria.

Ma poi siamo di fronte a due problemi; la regia di Daniel Lee, uno che ha iniziato con un un film totalmente fondamentale e macroscopico (What Price Survival) e che ha continuato con il pionierista action fumettistico Black Mask (di nuovo, prodotto da Tsui Hark) e la cui mano è però sempre più anonima e intercambiabile. Mai un guizzo, mai un’impronta riconoscibile mai un tentativo di spingere di più un’afflato emotivo, in virtù di una visione classica e lineare, esterna e inoffensiva.

E la sceneggiatura che somma parti ed eventi in maniera meccanica, fredda, mai emozionante, e in cui a fronte degli eroi allenati e pronti alla scalata, ci troviamo di fronte a imprevisti e catastrofi perennemente prodotti dalla loro incapacità o distrazione.

Il film racconta la seconda spedizione del 1975 sulla cima dell’Everest da parte di un gruppo di alpinisti cinesi, spedizione che seguiva una del 1960 invalidata a causa di una mancanza di prove della stessa.

Resta l’ennesimo blockbuster freddo e anonimo, con enormi effetti digitali votati al realismo ma talvolta poco credibili, e con una minuta tendenza all’affezione nei confronti di qualsivoglia personaggio. Buon incasso, inferiore alle attese per un film del genere (139 milioni di euro, tredicesimo incasso dell’anno, prima della slot Natalizia).

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