The Contract

Voto dell'autore: 4/5
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The ContractQuarta regia di Michael Hui, vede di nuovo uniti i tre Fratelli Hui dentro lo stesso film. Molti considerano The Contract uno dei prodotti migliori del trio, se non il migliore; personalmente tenderemmo a non includerlo nella rosa dei capolavori del regista poggiandolo lievemente un paio di scalini più in basso. Non che si tratti di un film vistosamente minore o pesantemente meno divertente, semplicemente viene forse a mancare la perfetta fusione di tutta quella moltitudine di elementi che hanno forgiato i film più riusciti. Come al solito viene preso un ambiente/tematica -in questo caso il mondo della TV- e intorno ad esso viene costruita la struttura comica dell’intero prodotto. Particolarmente sentita è la critica al tema visto che gli esordi dei tre fratelli -con lo Hui Show- erano stati proprio televisivi, critica ancor più evidente e vorace del solito, sottolineata dai testi pungenti delle splendide musiche di Sam Hui.

Sit Chi-man è al contrario di molti personaggi interpretati da Michael una vittima del sistema, che lavora come comparsa nel mondo della TV in attesa di una svolta professionale. Riesce ad avere successo grazie ad un tipico gioco a premi fin troppo simile a tanti che vanno in voga ora (anno 2011) in Italia. Purtroppo la carriera con il canale concorrente non può però continuare visto che Sit ha già firmato un contratto con il canale “Mouse TV”, il cui nuovo direttore è Miss Wong una spietata donna su sedia a rotelle accompagnata da un pappagallo molesto, un obeso con uncino e un esperto di arti marziali. Sit cerca di rubare il contratto grazie all’aiuto di suo fratello inventore Edison (Ricky Hui) per poter così estinguere il suo legame con il canale. Per un numero assolutamente enorme e improbabile di casi avversi il fratello però rimane chiuso nella cassaforte di Miss Wong. Per salvarlo allora Sit chiederà l’aiuto di un giovane mago televisivo (Sam Hui).

Forse meno sfaccettato del solito è il personaggio di Michael e sicuramente meno personale, ma gli assoli di comicità sono comunque tonici e ancora oggi irresistibili. Cinica è la descrizione dell’apparato sociale interno ai canali televisivi. Una specie di regola/rituale sottende l’elezione dei direttori generali del canale Mouse TV, un pò come la loggia massonica dell’ospedale del Regno di The Kingdom (Lars Von Trier). Un direttore viene eletto, promette una determinata audience riceve applausi dai membri del consiglio direttivo, ottiene un simbolico anello del potere e si mette al lavoro. Una volta fallito, lascia l’anello, si getta dal terrazzo del palazzo, i membri del consiglio direttivo, in rituale concentrazione, assistono alla caduta e un quadro celebrativo con il ritratto del deceduto viene appeso nella stanza presidenziale. E arriva un altro direttore. Ancora più cinico è il gioco a premi delle scatole e del “lascia o raddoppia” che si trova a dirigere Sit, con in palio da una parte denaro, fortune, pozzi di petrolio, dall’altra il concorrente che deve rinunciare ai premi già vinti, ad oggetti cari, fino alla vita del proprio marito (invalido, a cui verrà tagliato il tubo dell’ossigeno in diretta).

Il film ricorre spesso a duelli caricaturali e inseguimenti che ricordano in parte quello geniale della cucina di The Private Eyes, con il climax nello scontro tra Sit e lo sgherro ciccione di Miss Wong in cui il nostro non si fa scrupoli a brandire come arma lo stesso pappagallo della signora. Ma ugualmente divertenti sono le sequenze di sfida di magia tra i due maghi rivali, complesse e geniali, dove Sam utilizza le carte da gioco come shuriken (il che diventerà poi un tormentone di Wong Jing) e infine tutte le invenzioni improbabili di Edison tra cui un macchinario per vedere la televisione in modo interattivo decisamente fisico; la trovata ricorda in modo palese uno sketch di Landis per il suo Ridere per Ridere, mentre le manine scheletriche che escono fuori dall’apparecchio interagendo con il corpo dell’utente iconograficamente ricordano fin troppo gli arti degli scheletri animati che fuoriescono dal cimitero dove Ash trova i tre Necronomicom  in L’Armata delle Tenebre. Climax del film è la sequenza irresistibile in cui viene catapultato Sit; fuggendo da uno degli sgherri di Miss Wong si trova nel bel mezzo della diretta di un balletto pop e il nostro cerca di non dare nell’occhio, adattandosi ai movimenti degli altri performer. Gli esiti saranno catastrofici.
Ci troviamo quindi di fronte ad uno dei film degli Hui tra i più divertenti, una volta visti quelli che reputiamo i tre capolavori, The Private Eyes, Chicken & Duck Talks e Security Unlimited si potrebbe passare a questo The Contract senza esitazioni.

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