The Dreamer

Voto dell'autore: 2/5
Voto degli utenti InguardabileSufficienteConsigliatoOttimoImperdibile [2,00/5: 2 voti]

The DreamerTratto dal secondo libro della trilogia scritta da Andrea Hirata, The Dreamer succede a The Rainbow Troops (visto e apprezzato all’ 11° Far East Film Festival, nel 2009) e ne riprende la vita di uno dei ragazzini terribili protagonisti, Ikal, una volta diventato adolescente e poi adulto.
Il sogno di Ikal, che già era nerbo di The Rainbow Troops, di andare in Francia sembra essere stato accantonato, e il giovane vive un’esistenza tranquilla e sbiadita lavorando in un ufficio delle poste. Lasciato in maniera piuttosto brusca dall’amico di infanzia Arai, Ikal non pensa più al futuro in grande come faceva al tempo della scuola di campagna che i due avevano frequentato anni prima, ma un giorno, l’epifania di un ricordo dell’adolescenza spensierata vissuta con Arai e con l’amico Jimbral, sempliciotto e gentile, riapre una porta che sembrava quasi chiusa per sempre.

The Dreamer parte dalla rottura di un sogno, attraversa il deserto della quotidianità della provincia indonesiana (che pareva invece così gioiosa quando i protagonisti del film precedente erano bambini) e si ricompone nella ricerca continua di quel sogno, quando l’amicizia ritorna ad abitare la vita di Ikal e Arai.
Il bel The Rainbow Troops ci aveva lasciati col sorriso sulle labbra, la speranza nel petto e la voglia di vedere come sarebbe andata a finire la storia di quei marmocchi così insolenti e vivaci. Così, l’attesa per questo nuovo capitolo sempre a firma di Riri Riza non era certo poca. I presupposti per un’altra bella cavalcata nel cinema di Riza c’erano tutti; tuttavia, il risultato sullo schermo ha portato a deludere molti: quelli che erano stati i punti forti della regia di Riza in The Rainbow Troops, la leggerezza dello sguardo, la capacità di tenere sotto controllo il lato melodrammatico geneticamente esagerato di molto cinema indonesiano (pensiamo anche a Upi e ai suoi film che, volendo essere strappalacrime per forza, risultano solo strappamaroni), la direzione dei piccoli attori, la gestione dei tempi di narrazione e degli inserti di allegria, vengono completamente o quasi a mancare in The Dreamer. La scelta del regista è quella di adottare una mano più calcata sul patetico e l’empatico, e anche se la scrittura e il montaggio del film sono piuttosto interessanti, è l’impostazione di base a contribuire al fatto che gli aspetti che avevano fatto di The Rainbow Troops un successo in un certo senso internazionale rendono questo seguito un film per lunghi tratti noioso e bolso.
L’assenza degli straordinari piccoli protagonisti di The Rainbow Troops, rimpiazzati da ragazzi e giovani volti legnosi e malinconici, fa il resto nel completare una delle delusioni più cocenti del 12° Far East Film Festival. Piccoli ragazzi crescono, ma purtroppo non sempre crescono migliorando.

CONDIVIDI: