The Eagle Shooting Heroes

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The Eagle Shooting Heroes di Jeff LauLeggenda vuole che i costi per Ashes of Time di Wong Kar-Wai fossero diventati esorbitanti, costringendo Jeff Lau a fare qualcosa per racimolare denaro. Amico e produttore di Wong, Lau si decide a girare in quattro e quattr’otto una commedia da proiettare durante il capodanno cinese, momento ideale per puntare ad un sicuro successo di botteghino.
Nasce così The Eagle Shooting Heroes, che con i due A Chinese Odyssey rimane la vetta più alta della carriera di Jeff Lau. Summa di tutta la straordinaria inventiva del cineasta di Hong Kong, il film è una bomba pronta ad esplodere di invenzioni, colori, musiche, gag irriverenti e azione a rotta di collo. Due ore scarse di follia, parodia e genio. Lo spunto è lo stesso da cui parte Ashes of Time: le pagine di The Legend of Condor Heroes di Jin Yong. Lau raduna lo stesso identico cast del capolavoro in divenire di Wong e ci aggiunge la sempre bellissima Joey Wong e Veronica Yip. Ci vuole un talento non da poco per bilanciare le doti superiori di Leslie Cheung, Brigitte Lin, Tony Leung Chiu-Wai, Maggie Cheung e tutti gli altri nomi grossi del comparto attoriale. Lau non solo riesce a tener testa a tutti, ma ogni personaggio ha uno spessore unico e indimenticabile. Nel delirio che fuoriesce dallo schermo i protagonisti vivono di vita propria, ognuno tratteggiato al dettaglio, con vizi e punti deboli portati continuamente allo scoperto all’insegna della parodia più divertente.
Non è facile cogliere tutto quello che Lau sta prendendo in giro, il che rende The Eagle Shooting Heroes una commedia apprezzabile su più livelli. Ci si diverte anche solo cercando di star dietro alle mille situazioni che ci si parano davanti, ma attraverso la camera di Lau la parodia tocca qualsiasi cosa. Per esempio, le coreografie di arti marziali ad opera di Sammo Hung, anche lui preso in prestito da Ashes of Time. Hung scherza con intelligente autoironia sulle sue stesse invenzioni. I combattimenti di Moon Warriors, Blade of Fury e lo stesso Ashes of Time rivivono filtrati da Lau in The Eagle Shooting Heroes, in una spettacolarizzazione esagerata che l’occhio dello spettatore impazzisce nel seguire. Il buffo volo di Tony Leung Chiu-Wai reso possibile da scarpe magiche è una stoccata ad anni di wirework. La goffa e impaurita principessa interpretata da Brigitte Lin è tutto l’opposto di quella Asia The Invincible resa immortale da Tsui Hark in The East is Red. Anche Leslie Cheung veste i panni di un personaggio completamente diverso dal sicario di Ashes of Time. Il gender bending di certi wuxia e della Peking Opera è ribaltato da Lau in un irriverente travestitismo che coinvolge Tony Leung Ka-Fai. Lau si spinge fino ad arrivare ad un duello canoro che fa lacrimare dalle risate. Sarebbe criminoso rivelare anche solo una minima parte di quello che succede negli ultimi minuti: vedere per credere. Scenografie e costumi non sono da meno, ma è impossibile rendere a parole il groviglio di luci, colori e tessuti che popolano il quadro. Il genio di Jeff Lau è in questa incredibile capacità di inventarsi e reinventarsi con una comicità sempre in mezzo tra il dissacrante e il sottile, senza per questo dover ricorrere al citazionismo facile facile e alla strizzata d’occhio. Lau non dà tempo di fermarsi a cogliere il rimando, lo supera continuamente su più lati e prosegue abbattendo convenzioni e strutture. Il suo cinema è in costante movimento, inarrestabile.
Gli eccessi di Jeff Lau e le sue scariche frenetiche di umorismo, per non parlare della sua carriera di produttore, lo attestano a pieno diritto fra i protagonisti chiave di un’epoca irripetibile per il cinema di Hong Kong. Lau ha codificato un metodo di fare della parodia che non ha eguali in nessun’altra parte del mondo. Non è esagerato attribuirgli il merito di aver insegnato il mestiere a Stephen Chow. È forse un caso che le enormi labbra di Tony Leung Chiu-Wai colpite dal veleno e la sua tecnica di combattimento basata sullo stile del rospo tornino in Kung Fu Hustle? No, è piuttosto un cerchio che si chiude. The Eagle Shooting Heroes è assolutamente imprescindibile. Un’altra faccia di un’industria cinematografica che ribolliva di creatività e vita come nessun’altra prima e dopo di essa.

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