The Haunted Lantern

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The Haunted LanternGiappone, periodo feudale. Shinzaburo e’ un placido samurai, che preferisce dipingere anziche’ combattere, e le sue notti sono turbate da un sogno ricorrente dove e’ circondato da samurai nemici e ha davanti a se la sua amata, che per amore si toglie la vita tagliandosi la gola. Nel sogno, Shinzaburo rimane pero’ impotente davanti a questo gesto e non ha il coraggio di compiere anch’esso l’estremo sacrificio per riuscire a seguire il proprio amore nel mondo dei morti. Un giorno, Shinzaburo e il suo aiutante incontrano una donna, Tsuju, che Shinzaburo riconosce come la stessa donna del sogno: l’attrazione tra i due e’ reciproca fin da subito, ma dopo questo incontro fortuito i due si dividono lasciando alla buona sorte un eventuale loro incontro successivo. Ma la sorte fa si che Shinzaburo venga destinato in sposa dalla propria madre a Suzu, sorella di Tsuju, entrambe provenienti da una potente famiglia, la quale si innamora anche essa del povero samurai che pero’ non ricambia lo stesso sentimento visto che il suo cuore appartiene ormai a Tsuju. Il dramma e’ nell’aria, dal momento che Tsuju soffre perche’ e’ destinata a sposare un’altra persona mentre Suzu vede che il suo amore non e’ ricambiato: per questi motivi entrambe si tolgono la vita tagliandosi la gola, ma ritornano come fantasmi per portare con loro il povero Shinzaburo che non e’ ancora al corrente della morte delle due sorelle. I due fantasmi fanno quindi visita a Shinzaburo il quale accetta il loro patto nel cedere la propria vita alle sorelle, ignaro del fatto che le due siano gia’ morte. A causa di cio’, Shinzaburo viene visitato ogni notte dalle due sorelle che sono intenzionate a portarlo con loro nel mondo dei morti prosciugando a poco a poco le sue energie vitali, fino a quando il suo aiutante non lo aiuta a scoprire la verita’ sulla reale identita’ delle due donne. Con l’aiuto di un monaco buddista Shinzaburo viene a conoscenza delle reali intenzioni dei due fantasmi, i quali faranno di tutto per rubare la vita a Shinzaburo prima della fine del Festival di Obon, durante il quale gli spiriti raggiungono il massimo della forza. Ormai mancano quattro giorni alla fine del Festival e se Shinzaburo riuscira’ ad evitare che i due spettri lo portino con loro, avra’ salva la vita. Per questo motivo egli si rinchiude nella sua abitazione all’esterno della quale vengono apposti dal monaco dei sigilli magici per evitare agli spiriti di entrare, ma dopo una lotta a suon di incantesimi i due spiriti riescono nel loro intento, Shinzaburo scompare assieme a loro nel regno dei morti. Nel finale, ambientato ai giorni nostri, un bambino e’ appena nato…la legge del Karma?

Questo film, tratto da una storia popolare cinese, e’ una piacevole storia di fantasmi (giapponesi…) che parte come uno struggente melodramma per finire in pieno nei territori dell’horror. Se il ritmo non e’ particolarmente sostenuto, soprattutto nella prima parte, questo gioca senza dubbio a favore per la costruzione di un’efficace atmosfera magica e stregata, dai toni classici: questo film si avvicina piu’ a titoli come Kwaidan o altre storie di fantasmi giapponesi del passato che ai moderni horror post-Ring, coi quali ha davvero poco con cui spartire, anche se nella seconda meta’, una volta costruita l’atmosfera giusta, la parte fantastica ha il sopravvento, con tanto di mostriciattoli e spruzzetti di sangue. Il tutto realizzato neanche malaccio, anche se inevitabilmente con la comparsa delle gommosita’ l’impatto tragico del film ne risente un pochetto e le due sorelle, se prima potevano suscitare compassione (e ci mancherebbe, per disperazione si suicidano assieme sgozzandosi), quando diventano mostriciattoli cominciano a fare la parte delle cattive e si comincia a parteggiare per quel pesce lesso di Shinzaburo. Simpaticissimo e’ invece il monaco buddista, che come succede nella stragrande maggioranza dei film del genere, fa la parte di quello che “ne sa” ed e’ prodigo di consigli per Shinzaburo, il quale, come succede nella stragrande maggioranze dei film del genere, e’ poco furbo e si lascia abbindolare dal richiamo delle due sorelle mostriciattole.
Insomma, se vi capita tra le mani questo film dategli un’occhiata, potrebbe rivelarsi davvero una piacevole sorpresa. In particolare potrebbe piacere ai nostalgici dell’horror, a quelli che amano i film della Hammer cosi’ come i mostri della Universal o, per rimanere in Asia, la trilogia vampiresca di Michio Yamamoto.

 

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