The House

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The HouseQuesto film d’esordio di Ng Man-Ching è stato probabilmente il peggior film dell’Horror Day del Far East Film Festival 2006, e forse dell’intero festival. Tutto ciò che passa davanti agli occhi del povero spettatore è inutile come un “chindogu” e innocuo come una galatina: a partire dalla trama, che ricalca fin troppo da vicino Dark Water di Nakata, con madre e figliola che – dopo l’immancabile trauma della scomparsa del marito/padre –  se ne vanno a vivere in una casa dall’atmosfera sinistra dove succedono le solite strane cose come la comparsa di un bambino fantasma inzuppato d’acqua e altre finezze del genere. Ad aggiungere pepe (finto) alla vicenda c’è anche un misterioso personaggio che si aggira nei dintorni della casa, una specie di barbone che dopo pochi istanti non si fatica a capire chi potrebbe essere. Viva l’originalità. Ng Man-Ching avrebbe fatto meglio a rimanere direttore della fotografia, come dimostrato dal suo apprezzabile lavoro in film come Infernal Affairs II e III, invece di passare dall’altra parte della barricata; non a caso la cosa fatta alla meno peggio del film è il lavoro svolto sugli ambienti – niente che non si sia già visto, sia chiaro – con livide luci blu-verdognole che illuminano – poco – gli interni della “casa” (anche qui, sforzarsi per un titolo un po’ più originale no, eh?) e cercano di dare un atmosfera opprimente, e per qualche secondo durante il film si arriva pure a pensare che tutto ciò “funzioni”. Per il resto, vuoto pneumatico a gogò: la (non)strategia che utilizza il regista nel suo patetico tentativo di terrorizzare chi guarda è inesistente e si basa sui soliti rumori forti, su telefonatissime apparizioni improvvise che annoiano, quello si, lo spettatore. Cosa rimane, gli attori? Nemmeno le prove del “regular” dei film di Johnnie To, Eddie Cheung Siu-Fai o del veterano Wayne Lai Yiu-Cheung riescono a risollevare da terra le sorti di The House. A questo punto viene spontaneo interrogarsi sul perché ad Hong Kong si continuino a produrre pellicole del genere, puzzolenti oltre ogni limite di falso e manierato e indifendibili sotto tutti i punti di vista: questa è roba destinata all’oblio.

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