The Invincible Dragon

Voto dell'autore: 3/5
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Annunciato, diretto, rimasto in sospeso per tempo e poi uscito in sordina. Cos’è e soprattutto, cosa doveva essere The Invincible Dragon?

L’unica certezza è che si tratti di una regia del referenziato Fruit Chan autore del riconosciuto capolavoro Made in Hong Kong e di titoli molto ispirati come The Midnight After e Dumplings. Cerca di infilarsi parzialmente nel fortunato filone dei noir/thriller marziali in stile Sha Po Lang, prendendo degli attori iconici (Lam Suet e l’atletico Max Zhang) e l’occidentale di turno, in questo caso il lottatore brasiliano Anderson Silva, buona presenza fisica, attore discutibile.

Imbastisce poi una sceneggiatura farneticante e claudicante che passa dall’evocazione di una sana e gioiosa esaltazione a momenti di sconforto totale.

E dire che l’esordio con gangster violentissimi e Max Zhang che fa saltare le braccia alla gente con le armi da fuoco, seguito a ruota da draghi digitali che escono dal mare, lascia nello spettatore una sensazione “anomala” che però non si sviluppa con la dovuta coerenza. E’ presente un senso di unicità, ci sono in effetti tracce di personalità autoriale ma sembra che qualcosa sfugga di mano in continuazione, passando da commedia a thriller sanguinario, da poliziesco ad azione ma senza la sfacciataggine e il polso di un tempo.

Poi le coreografie sono anche pulite e a volte sopra la media, magari meno eccessive ma sicuramente più di classe di quelle di The White Storm 2 uscito nello stesso anno; la mano del coreografo Stephen Tung Wai, in un modo o nell’altro c’è e si vede.

Ma è del tutto evidente la presenza di una produzione andata male e a cui nessuno ha creduto fino in fondo. E il risultato, tra tutte le brutture, riesce comunque a raggiungere delle vette di follia e incredulità che involontariamente regalano al film un suo posto d’onore, anche se non si capisce bene dove collocarlo questo posto.

Poliziotti sotto copertura, gangster, serial killer di poliziotte, draghi giganti a nove teste, vertigini, Hong Kong, Macao, lottatori Brasiliani, casinò, traumi, sequenze marziali dentro vagoni del tram deragliati, combattenti che si lanciano dai tetti e altre innumerevoli follie sono gli ingredienti base di questo film sfuggito fuori dai binari e dal raziocinio della produzione.

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