The Iron Ladies 2

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The Iron Ladies 2

[Lettura consigliata solo a chi ha già visto Iron Ladies oppure a chi non dia fastidio sapere il finale del primo capitolo]

Fortunatamente un secondo episodio degno del primo. Naturalmente avendo già visto Iron Ladies si va a perdere un po’ il gusto di conoscere i personaggi e il divertimento dato dalla scoperta dei vari caratteri e capacità; però qui sono analizzate meglio le psicologie di ognuno, facendoci ancora più affezionare ai protagonisti.

Dopo la vittoria del campionato, a causa di discordie interne, Nong e le tre gemelle April, May e June, lasciano le Iron Ladies, che “decimate” iniziano a subire varie sconfitte. Si è infatti allontanata anche la bellissima Pia (unica transessuale del gruppo), che dopo aver rotto la relazione con Chat, ha deciso di cercare fortuna in Cina come showgirl in un nightclub. Oltre al danno la beffa, poiché anche Nong, bisognosa di denaro e alla ricerca della fama, essendosi sempre sentita oscurata dalla più vitale Jung, si unisce ad un’altra squadra del Distretto 5 (la regione nella quale competono) e viene seguita dalle gemelle. In questo modo vengono a formarsi i Tip-Osot in diretta competizione con le Iron Ladies. Oltretutto l’assurdità di questa squadra è l’essere i cloni perfetti delle Iron Ladies (sono infatti stati scelti sosia degli attori per impersonarli). La storia comincia quando Jung, determinata a far fare brutta figura a Nong decide di andare in cerca di Pia in Cina, accompagnata da Chai (l’eterosessuale della squadra), per provare a vincere nuovamente.

Il bello di questo episodio è il suo sviluppo a flashback, poiché, finalmente riusciamo a scoprire come Jung e gli altri si siano incontrati, e come ognuno abbia formato il suo carattere al tempo dell’università. Divertentissime anche questa volta le gag e, soprattutto, le battute volontarie ed involontarie di Jung; ma soprattuto è piacevole il clima di amicizia e gioco che si riesce a percepire durante i flashback. In questo episodio viene presentato un nuovo personaggio, Ann, che non compare nel primo e che forse è un po’ inserito a caso, nel senso che sta a rappresentare una compagna lesbica di università. Non so se sia stato inserito per correttezza nei confronti delle donne (assolutamente secondarie nel primo capitolo), però se ne potrebbe fare a meno poiché, alla fine, non è altro che il tipico personaggio standardizzato di ribellione alla famiglia.
Importante infatti in Iron Ladies 2 è anche il rapporto con le famiglie, che meno emergeva nel precedente, più incentrato solo sui protagonisti. Si vedono infatti le varie categorie di famiglia, da quella di Jung, che appoggia pienamente il figlio a quelle di Mon ed Ann, che si comprende fanno di tutto per ostacolarli. Anche la famiglia di Chai viene finalmente mostrata, con moglie e due gemelline, ma tutt’ora il rapporto non è semplice perché la moglie non riesce ad accettare le “maldicenze” sul marito.
Nonostante tutto Iron Ladies 2 è da vedere per riuscire a dare una degna conclusione al primo episodio. Infatti, il finale precedente, in realtà, rappresentava l’inizio della fama e necessitava perciò di “qualcosa” che narrasse gli eventi successivi. Questo Iron Ladies 2 si fa sia epilogo che prologo e le scene più spassose sono proprio quelle che raccontano degli anni ’80 e della vita universitaria della maggior parte delle Iron Ladies. Memorabile a tal proposito il commento di Jung prima di immergersi nei ricordi: “Eravamo come i Sette Samurai, ma in versione drag”.

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