La Mano Mortale dell’Aquila Gialla

Voto dell'autore: 4/5
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The Kung Fu Instructor. Dietro a questo titolo alquanto generico si nasconde uno dei migliori kung fu movie fine anni ’70, prodotti dalla Shaw Brothers.
Velocemente un accenno alla trama cosi non ci pensiamo più.

Nella cittadina Ho Si, due scuole di arti marziali lottano per la supremazia. Da anni il clan dei malvagi Mong è in forte rivalità con quello dei Chow, tanto che la città è divisa in due parti. Chi attraversa la linea di demarcazione rischia nella migliore delle ipotesi la perdita della gamba nella peggiore la morte immediata. I Chow vorrebbero mettere fine alla ostilità ma Mong Fang, il capo della scuola rivale, è deciso ad eliminare chiunque si trovi sulla sua strada. Per raggiungere il suo obbiettivo vuole ingaggiare Wong Yang, il migliore maestro di kung fu della città conteso dai due clan, che però rifiuta. Mong allora escogita una trappola ai danni di Wong che viene accusato di omicidio. Grazie alle sue abilità marziali questo riesce a fuggire al linciaggio dei cittadini inferociti ed a mettersi in salvo. Mong si offre di aiutarlo, nascondendolo nella sua scuola e usando le sue conoscenze politiche per discolparlo dall’accusa infamante. Deciso di dimostrare la sua innocenza, a Wong non resta altro che accettare …

La sceneggiatura, ad opera di Ni Kuang (forse lo sceneggiatore più prolifico in forza alla Shaw Brothers) è, se non proprio originale, solida quanto basta, ma certo non la ragione principale per la quale si dovrebbe vedere The Kung Fu Instructor.
No, quello che rende il film un must imperdibile per gli appassionati del genere sono da un lato l’ottima regia di Sun Chung e dall’altro le straordinarie coreografie del grande Tong Kai (coreografo di praticamente tutti i film di Sun Chung tra la fine degli anni ’70 ed i primi anni ’80 tra cui Avenging Eagle, Deadly Breaking Sword e To Kill a Mastermind, tutti del 1979), che sono semplicemente una gioia per la vista.
Sun Chung, insieme a  Ho Meng Hua, Chen Kang, Hua Shan e Kuei Chih Hung, fa parte di quel piccolo gruppo di registi in forza alla Shaw Brothers, che viene spesso ingiustamente dimenticato in favore dei vari Chang Cheh, Liu Chia-liang o Chor Yuen.
Sun viene messo sotto contratto dalla Shaw Brothers, sempre alla ricerca di nuovi talenti, all’inizio del 1972. Se ne andrà soltanto con la chiusura degli studios nel 1986, dirigendo una trentina di pellicole, che vanno dai wuxia e film d’azione alle commedie satiriche. Tra i suoi film più conosciuti, oltre ai su citati, The Bloody Escape (1975), The Proud Youth (1978), Notorious Eight (1981), My Rebellious Son (1982) e Human Lanterns (1982).
Sun usa con intelligenza e mai in maniera gratuita tutti i mezzi a sua disposizione dalle carrellate e dolly allo zoom, freezeframe e rallenty per sottolineare efficacemente un certo momento o emozione. Notevoli anche alcune riprese in campo lunghissimo, che non tradiscono per niente il fatto che tutta l’azione si svolge all’interno della Shaw Movietown. Assolutamente di prima qualità sono le scene di combattimento e di allenamento, la cui bellezza e complessità viene valorizzata dalla regia, con la macchina da presa che speso rimane fuori dall’azione, semplicemente riprendendo (spesso in campo medio) le performance marziali e riducendo gli stacchi al minimo. Sun naturalmente è aiutato dal fatto di avere a sua disposizione attori e martial artists come Ti Lung, Wang Yu e il grande caratterista Ku Feng.
Ti Lung, che non ha certo bisogno di presentazioni, è splendidamente in parte nel ruolo del maestro riflessivo e le sue scene di allenamento con Wang Yu (rare volte cosi convincente al di fuori dei film di Liu Chia-liang), sono tra le più belle del genere.
Un classico esempio di kung fu movie, in cui le arti marziali non traghettano nessun messaggio filosofico, ma sono semplicemente il mezzo per raggiungere il fine e il film trova il suo senso soprattutto in questo. Il che comunque per il sottoscritto va più che bene.
The Kung Fu Instructor ha dalla sua un ritmo notevole e tutti gli elementi dalla trama all’azione sono calibrati alla perfezione. Insomma il film fila via che è un piacere e lascia con la voglia di vedere altri film di Sun Chung, di cui non potremo fare a meno di occuparci ancora in futuro.
Decisamente un regista da scoprire, basta vedere questo Kung Fu Instructor per rendersene conto.

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