The Lady Vampire

Voto dell'autore: 3/5
Voto degli utenti InguardabileSufficienteConsigliatoOttimoImperdibile [4,00/5: 1 voti]

Il maestro dell’horror nipponico Nakagawa, ne esce stritolato da questa prova. E desta legittime preoccupazioni visti i gioielli diretti nel periodo immediatamente precedente (Black Cat Mansion, The Ghosts of Kasane Swamp…) e i capolavori che girerà subito dopo (Jigoku, Ghost Story of Yotsuya…). Il “problema” principale è quello di abbandonare il folklore locale di cui è straordinario cantore e di abbracciare un gotico occidentale, e una figura vampiresca parzialmente stokeriana senza possedere però né un budget dignitoso né una grossa ispirazione nella messa in scena arrivando anche a giocare con l’ironia come possibile riparo dalla caporetto messa in scena; una gigante ombra che si muove su un muro è presagio nient’altro che di un nano.
Una donna, a vent’anni dalla propria misteriosa scomparsa torna a casa dal proprio marito ma il suo corpo sembra non avere subito il trascorrere del tempo. Questa epifania è il semplice segnale di avvento in zona di un vampiro diurno che di fronte alla luna piena si trasforma in una creatura assetata di sangue e che è legato sentimentalmente alla donna. Aiutato da un servo nano e da alcune goffe creature dovrà fare fronte ai parenti della vittima.
Dopo un inizio suggestivo in cui comunque ancora aleggiano ombre della poetica del regista il film si affossa in un ritmo statico e in scenografie di cartapesta e personaggi risibili che tagliano di netto ogni senso di empatia con lo spettatore.
Un passo falso del regista del tutto dimenticabile ma assolutamente perdonabile vista l’estrema qualità della sua filmografia e due note non indifferenti; l’anno di produzione e l’introduzione del personaggio vampiresco occidentale nel cinema giapponese, ben dieci anni prima della famosa Bloodthirsty Trilogy di Michio Yamamoto.

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