The Love Eterne

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The Love EterneSeparati in vita, insieme nella morte.

Capolavoro tra i capolavori. E’ difficile parlare di un classico del genere in modo ponderato senza ripetere concetti già detti. Difficile è immaginare la follia collettiva che l’uscita di un film del genere ha provocato in Asia, difficile anche immaginare lo stato di semi divinità raggiunto istantaneamente dai due attori protagonisti.

The Love Eterne è un classico della Shaw Brothers, uno (il?) degli esempi più alti del genere huangmei diao, diretto con mano saldissima da uno dei registi di punta della casa di produzione, Li Han-hsiang. Come il wuxiapian, lo huangmei diao è un genere specifico e unico del cinema cinese, di origine “teatrale”  capace di mescolare più umori e stili, la musica e il canto, tendenze letterarie, arti marziali, ibridandosi pian piano di particelle di opera di Pechino, di “kunqu opera”,  opera di Shichuan, opera taiwanese, di canto pop cinese, di esalazioni di tradizione narrativa orale e danza folklorisitica nota come beng beng xi.
Nel momento di massima espansione del genere due erano le case di produzione maggiormente attive nel genere, gli Shaw Brothers e la Motion Pictures and General Investment Co Ltd (MP & GI) ma anche numerosi altri studios si catapultarono nella produzione di film del genere tra Taiwan e la Cina. La Show Brothers ne diresse il maggior numero e probabilmente i più importanti, circa 30 dal 1958 (anno di Diau Charn che di solito viene considerato il punto di partenza nonostante segnali chiari presenti in film precedenti) al 1977 (anno di The Dream of the Red Chamber, spesso considerato la fine del genere). Alcuni anni prima di firmare il contratto con la Shaw Brothers, Li Han-hsiang aveva diretto un film del genere, ispirato alla “huangmei opera”, The Heavenly Match. Il film era stato un notevole successo ad Hong Kong ed è per questo che il regista cerca di convincere i produttori a dirigerne un altro, Diau Charn. Il film è logicamente un successo, vince premi come migliore regia e sceneggiatura trasformando la strada del genere in un manto d’asfalto cesellato di diamanti. Così si arriva a Love Eterne, film diretto anche con una certa fretta (terminato in due settimane) in diretta concorrenza ad un film basato sullo stesso soggetto prodotto dalla concorrente Cathay (Liang Shan Bo and Zhu Ying Tai, 1964) e precedentemente già portato sullo schermo nel 1935 (dalla Unique, con Lo Ban-chiu e Tam Yuk-lan), nel 1950 (con Sun Ma Si-tsang e Yam Kim-fai) e nel 1954 in una versione mainlander diretta da Sang Hu.
Peggy Chiao Hsiung-ping fondatrice del Taiwan Film Centre testimonia di come il 31 ottobre 1963 in occasione del passaggio di Ivy ling Bo a Taiwan le strade si riempirono di folla in preda ad una follia collettiva per riuscire vedere l’attrice protagonista del film, film che era stato ben 62 giorni nelle sale  frantumando ogni record di incasso. Love Eterne aveva mutato i costumi, era divenuto un fenomeno culturale, la gente cantava in giro le musiche del film, ed esso aveva lanciato l’abitudine di vedere più volte i film in sala mentre fino ad allora essi solitamente erano visti una sola volta. Si narrava di un’anziana che era stata spettatrice del film per ben 120 volte.
Love Eterne è plasmato in parte sulla versione del 1954, la sostanziale differenza che apporta il regista è il substrato femminile/femminista dell’opera oltre ad aggiungere alcune  sequenze ideate ex novo.

Zhu Yingtai (Betty Loh Ti) vuole assolutamente andare a studiare in una scuola ma i genitori sono decisamente restii a mandarla in mezzo a ciurme di ragazzi. Con un imbroglio dovuto ad un equivoco da travestitismo la ragazza riesce a convincere i genitori e, “mascherata” da uomo e accompagnata da una servetta riesce a penetrare nella scuola prettamente maschile. Incontra però Liang Shanbo (Ivy Ling Bo) e tra i due scatta il prevedibile idillio. Dopo tre anni, nel momento in cui Zhu Yingtai deve tornare a casa scopre di essere stata promessa in sposa ad un uomo mentre Liang Shanbo, troppo povero per lei, cade nella malattia e muore. Separati in vita, insieme nella morte. Il giorno del matrimonio Zhu Yingtai riesce ad ottenere una deviazione verso la tomba del suo amato. Quello che segue è uno dei finali più struggenti della storia del cinema.

Un lavoro eccellente, una regia suntuosa, delle sequenze musicali irresistibili, le musiche immortali di Zhou Lanping e perchè no, gli effetti speciali sul finale della Toho (della stessa troupe che lavorò alla serie di Godzilla) convergono per creare il capolavoro.
Trent’anni dopo, Love Eterne diventerà materiale su cui Tsui Hark lavorerà per creare uno dei suoi capolavori, l’immenso The Lovers, un “remake” efficace e magistrale quanto il film di Li Han-hsiang.

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