The Occupant

Voto dell'autore: 3/5
Voto degli utenti InguardabileSufficienteConsigliatoOttimoImperdibile [3,00/5: 1 voti]

OccupantThe Occupant è il secondo film dell’ideale trilogia horror di Ronny Yu (Freddy VS Jason, The Bride with White Hair), composta da The Occupant, The Trail e Mummy Dearest. Rispetto al precedente film (The Trail) il budget era più alto e il produttore dei due film, Raymond Wong (anche attore), spingeva il regista a proseguire sulla strada intrapresa. Ronny Yu da parte sua impose solo la presenza come attore di Chow Yun-fat (A Better Tomorrow, Anna & the King) che in quel periodo faticava a lavorare a causa di una specie di maledizione che portava inevitabilmente al flop ogni film da lui interpretato. L’accoppiata vincente Chow Yun-fat/Sally Yeh tornerà poi in The Killer di John Woo.

Angie (Sally Yeh) torna dal Canada (l’attrice ha realmente studiato da giovane in Canada) ad Hong Kong per completare la sua tesi universitaria sulle magie, superstizioni e leggende metropolitane cinesi. In cerca di un appartamento economico finisce, grazie all’aiuto di Hansom Wong (Raymond Wong), un arrivista nerd arrapato, in un condominio che si dice stregato. Hanson cerca in ogni modo di fermarsi nell’appartamento per attentare alle grazie della fanciulla che si maschera da fantasma per cacciarlo; spinto invece da forze invisibili, Hanson viene catapultato dalla finestra e si salva in extremis grazie al telo di copertura di un camion sottostante. Al contempo la ragazza conosce Valentino (Chow Yun-fat) poliziotto che a sua volta si innamora di lei. I due playboy dovranno aiutare la ragazza a liberarsi della forza malefica che l’ha ormai posseduta rendendola anche fisicamente una copia dello spettro che alberga nell’appartamento, una cantante morta suicida dopo aver ucciso l’amante che non voleva lasciare la propria moglie. La storia sembra ripetersi e ad aiutare i due interverrà un amico di Valentino, poliziotto dai poteri sciamanici interpretato come al solito con classe marmorea dal veterano Lo Lieh (Cinque Dita di Violenza).

Lo strato più evidente del film è quello della commedia, grassa e idiota come nella maggior parte delle commedie della Cinema City, a cui di tanto in tanto si innestano gli elementi horror seri e convincenti, senza soluzione di continuità. Spacciato a volte grossolanamente come una specie di L’Esorcista made in Hong Kong, il film è ben lontano dalle soglie della paura anche se contiene sequenze ben suggestive e dirette, come quella dell’esorcismo su di Sally Yeh ad opera di Lo Lieh. I due protagonisti maschili sono, a livello recitativo, irritanti e insopportabili, equilibrati fortunatamente dal candore solare e ironico di Sally Yeh e dalla classe e dal viso scolpito di Lo Lieh. Non si tratta di un film brutto in toto, ma sicuramente un po’ banale e inutile; il precedente The Trail era più interessante (ma lì il soggetto era nientemeno che di Michael Hui). Le scenografie sono del futuro, bravo regista Tony Au, mentre Ronny Yu dirigerà sicuramente film più interessanti tra cui l’immenso The Bride with White Hair.

 

 

CONDIVIDI: