The Power of Aikido

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The Power of Aikido fa parte di quel filone di biopic inaugurato da Sonny Chiba sulle figure storiche delle arti marziali, e chiude idealmente il discorso iniziato con la trilogia del karate (la vita e le gesta di Oyama Masutatsu) e Killing Machine, pellicola dedicata a Doshin So fondatore dello Shorinji kempo.
The Power of Aikido racconta invece le vicessitudini di Morihei Ueshiba, uno dei più grandi maestri di arti marziali di questo secolo, e fondatore dell’Aikido(*).

La storia inizia con il giovane Morihei Ueshiba, che lavora in una fattoria come bracciante. Nonostante la giovane età viene da tutti considerato un esperto di arti marziali. Un giorno però si trova suo malgrado coinvolto in una rissa con Shinbei Natori campione di karate, in cui dimostra la sua inadeguatezza in uno scontro reale.
Natori nonostante il suo lavoro (riscuotere debiti a suon di calci) riconosce nel giovane un capace guerriero e futuro sensei, decidendo quindi di non ucciderlo. Durante lo scontro però una giovane donna si ferisce gravemente. Natori convinto di esserne responsabile decide di cambiare vita e aiutare la giovane; ovviamente scoppierà l’amore fino all’inevitabile finale.
Morihei amareggiato per la disonorevole sconfitta decide di sottoporsi ad un duro allenamento con il rinomato maestro Honda campione di Judo. I miglioramenti non tardano ad arrivare e dopo aver ricevuto il grado di maestro, il nostro parte per un lungo viaggio di studio e confronto con altre scuole. Gli infiniti scontri che lo vedono partecipe non fanno altro che renderlo rispettato nella comunità delle arti marziali. Col tempo vecchie acredini vengono a galla e i discepoli di diverse scuole reclamano vendetta; durante uno di questi cruenti duelli Morihei Ueshiba viene aiutato da Onisaburo Deguchi (capo di una setta shintoista chiamata Omoto-kyo) che lo porta con se nella sede di Ayabe.
Dopo diversi anni di meditazione Morihei torna alla vita di tutti i giorni come rinato, e recatosi ad Iwama nella prefettura di Ibaraki fonda l’arte, la filosofia e la religione conosciuta col nome di Aikido.

“Non esiste nemico nell’Aikido. Vi sbagliate se pensate che il Budo significhi avere avversari e nemici ed essere forti e farli cadere. Non ci sono né avversari né nemici per il vero Budo… Il Budo è essere una cosa sola con l’universo… Colui che ha penetrato il segreto dell’Aikido ha l’universo in se stesso, e può dire “Io sono l’universo”… Io non sono mai stato sconfitto, per quanto velocemente il nemico potesse attaccare. Questo non perché la mia tecnica è più veloce, non è un fatto di rapidità: il combattimento è finito prima di cominciare. Quando un nemico cerca di combattere con me, egli deve rompere l’armonia dell’universo, perciò nel momento in cui gli sorge l’idea di lottare, egli è già battuto: non c’è una misura del tempo veloce o lento. Aikido è non resistenza, esso è sempre vincente.”

Dopo la nascita dell’Aikido, Morihei Ueshiba si dedicò allo studio del budo(**) e all’agricoltura, ma in un film di questo tipo bisogna finire in bellezza: ecco quindi rispuntare un acerrimo nemico e Shinbei Natori deciso a dimostrare d’essere ancora il migliore sulla piazza. Il protagonista di questa pellicola è Chiba Jiro fratello minore di Sonny, qui relegato nel ruolo secondario ma fondamentale di Shinbei Natori, sorta di anima oscura (poi redenta) del protagonista. Non a caso nel finale i due lottano spalla a spalla per affrontare un nemico comune, così da formare un’anima/corpo unico.
Come le pellicole “gemelle” sopra nominate, The Power of Aikido è solo marginalmente una biopic. Molti degli eventi narrati sono di pura fantasia ed i pochi episodi realmente accaduti (l’incontro con Onisaburo Deguchi per esempio) vengono stravolti ed integrati  più o meno omogeneamente col resto del racconto. Questo trittico non ufficiale ha come sottotesto una dura critica sociale al Giappone,  trovatosi all’improvviso catapultato in occidente ed incapace di affrontare i propri fantasmi. “Solo conoscendo se stessi si può comprendere gli altri”. Usando come medium i grandi maestri delle arti marziali, famosi per le loro capacità fisiche e mentali, questi film cercano in qualche modo di raccontare un paese da sempre in lotta con le proprie contraddizioni. Un luogo dove la fierezza si scontra con la preghiera, e la spada va di pari passo con la calligrafia.
Quanto sia voluto tutto ciò non ci è dato sapere, di sicuro dopo un attenta visione d’insieme questa uniformità concettuale diventa evidente.

La coppia Ozawa/Chiba responsabile della trilogia di Takuma “Terry” Tsurugi ci ha abituato a ben altri risultati; purtroppo questa volta sembra mancare l’alchimia dei film sopraccitati. Latita l’azione, manca la violenza grafica da fumetto (vero marchio di fabbrica di Sonny Chiba), e cosa assai importante; manca il ritmo.
Shiomi “Sister Street Fighter” Etsuko appare solo per pochi attimi, (ma si guadagna comunque la cover del DVD) in un cameo fine a se stesso, che non aggiunge o toglie nulla al film, tanto meno alla sua carriera.
Nonostante ciò The Power of Aikido non sfigura in mezzo ai numerosi film di arti marziali odierni, anzi paragonato alle suddette pellicole riesce ancora ad affascinarci, grazie ad una visione epico/romantica delle arti marziali ormai demodè.

(*) Aikido (AI- armonia,KI- energia,DO- via)

(**) Budo (“via che conduce alla cessazione della guerra attraverso il disarmo” e “Via che conduce alla pace”)

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