The Street Fighter’s Last Revenge

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The Street Fighter’s Last Revenge rappresenta la terza e ultima avventura per Takuma “Terry” Tsurugi. La trama è, ancora una volta, confusa e poco logica, le motivazioni dei personaggi sono risibili, le concatenazioni degli eventi alquanto improbabili.
In ogni caso, questa volta il nostro eroe viene ingaggiato per trovare una scatola di mah-jong, contente una cassetta audio. Tsurugi però non è l’unico in cerca della cassetta che, se resa pubblica, potrebbe significare la rovina per più di una persona …

Per dare una nuova impronta alla serie, questa volta Chiba si ritrova in una avventura tra 007 (con tanto di mariachi-killer messicano, munito di sombrero e raggio laser) e la serie televisiva Mission: Impossibile (esplicitamente citata in più di una occasione, in particolare per quanto riguarda i travestimenti (1), con risultati abbastanza divertenti. Di conseguenza il nostro, da spietato assassino si trasforma in una specie di agente speciale. Chiba, che comunque non si fa troppi problemi a spezzare ossa a destra e strappare budella a sinistra, sembra una versione addomesticata del personaggio visto nei primi due capitoli. La violenza è sempre presente, ma in maniera decisamente più attenuata. Anche le scene di combattimento sono meno grezze, più rapide e con delle discrete coreografie, il che di norma verrebbe considerato un miglioramento, ma nel caso specifico sottraggono molto fascino al personaggio così come l’abbiamo conosciuto. Lo stile di Chiba è decisamente più affinato (la differenza tra il primo e questo film è notevole), ma anche meno feroce.
In compenso, questa volta viene affiancato da una giovane killer, interpretata da Shihomi “Sue” Etsuko, presenza fissa nei film di Chiba in quegli anni (vedi profilo), tanto da guadagnarsi una propria serie che nasce come spin-off, ossia The Sister Street Fighter (2) . Per la gioia di tutti, questa volta c’è persino qualche tetta al vento, per gentile concessione della bella Ike Reiko (Sex & Fury, Female Yakuza Tale, Graveyard of Honor, Girl Boss Guerilla). Insomma, un fumettone che non si fa mancare nulla. Chiba fa persino uso del colpo “dell’asfissia ritardata”, usato già nella sequenza iniziale del primo film e non manca – ovviamente – la classica main-theme di Tsushima Toshiaki .

The Street Fighter’s Last Revenge – da cui è stato apparentemente tratto uno spin-off televisivo di successo – conclude degnamente la trilogia. Non una visione obbligata, ma il divertimento è garantito.

Nota a margine: La regia di The Street Fighter’s Last Revenge è sempre stata attribuita a Ishii Teruo, ma il DVD uscito per la Optimum (contenuto nel boxset della trilogia – qualitativamente la migliore versione ad oggi disponibile) accredita, il regista dei primi due film, ossia Ozawa Shigehiro.

(1) Forse si tratta anche di un auto-omaggio, visto che Sonny Chiba era stato il protagonista di Key Hunter (1967), serie televisiva di grande successo prodotta dalla Toei, che si ispirava proprio a Mission: Impossibile (1966).

(2) La serie include The Sister Street Fighter (1974); Sister Street Fighter: Hanging by a Thread (1974), Return of Sister Street Fighter, (1975) e un terzo seguito apocrifo, Sister Street Fighter: Fifth Level Fist (1975), che con la trilogia ha solo l’attrice protagonista in comune. Sister Street Fighter, per via della presenza di Sonny Chiba viene erroneamente spesso attribuito alla serie di The Street Fighter.

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