The Sun Also Rises

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Anche se non l’hai capito, non puoi dire di non averlo visto (la madre del giovane protagonista al ragazzo, in The Sun Also Rises)

 

Dopo uno iato lungo sette anni dovuto al ban della censura arrivato dopo Devils on the Doorstep, Jiang Wen torna a dirigere un film, il suo terzo da regista. Per l’occasione, Jiang torna sul luogo del suo debutto internazionale da direttore della scena, ed è così al Lido di Venezia, in occasione della 64° Mostra Internazionale del Cinema che The Sun Also Rises vede la luce.

La storia del film si articola in quattro episodi che si intrecciano tra loro: il primo si incentra sulla pazzia di una donna (Zhou Yun) che ha perso un paio di scarpe cui sembra tenere molto e di suo figlio (Jaycee Chan) in un villaggio della Cina rurale degli anni ’70, il secondo su una storia di palpeggiamenti goliardici e menage a trois in ambiente universitario che coinvolge il professor Liang (Anthony Wong), l’appassionata dottoressa Lin (Joan Chen) e l’amico Tang (Jiang Wen stesso), il terzo sul confino per rieducazione (siamo sempre ai tempi della Rivoluzione Culturale) del Tang del segmento precedente e della moglie (Kong Wei) proprio nel villaggio della prima parte, e il quarto segmento, quello conclusivo, torna qualche anno indietro nel tempo e racconta il viaggio verso il deserto occidentale di due donne, la pazza protagonista dell’incipit e la moglie di Tang, entrambe alla ricerca degli uomini cui hanno legato il loro cuore.

Nella conferenza stampa di presentazione del film alla Mostra del 2007, Jiang Wen ha spiegato che, nonostante sulla carta la storia – in particolare quella del terzo episodio – sia ispirata a un racconto di Ye Mi (Velvet), il film va preso soprattutto come un sogno del suo regista, un sogno prima vissuto nella mente di Jiang e quindi impresso su pellicola. Ed effettivamente The Sun Also Rises è composto alla maniera di una sinfonia onirica, che lascia sbigottiti e a tratti spaesati per la cura estetica e la potenza narrativa e fantastica con cui si esprime; l’approccio verso lo spettatore è diretto, quasi senza filtro, i personaggi sono eccessivi, fiabeschi, e la forma non lineare del racconto va di pari passo con quella che è la sua materia: la ciclicità dell’esistenza, quell’insieme di sensazioni, suoni, colori, musiche, ricordi, che solo il sogno è capace di mescolare così bene fregandosene di dar loro un ordine preciso.

Il ritmo serrato legato al montaggio netto e scandito che già aveva mostrato in Devils on the Doorstep e la stupenda bellezza della fotografia, che mostra chiaro il marchio di fabbrica di Mark Pin Bing Lee, storico collaboratore di Hou Hsiao Hsien, insieme all’uso perfetto delle musiche di un gigante come Hisahishi Joe, dimostrano tutte le doti migliori di Jiang Wen anche da dietro la macchina da presa, e che finiscono in un film capace di coltivare le ispirazioni a un rinnovato cinema cinese presenti in In the Heat of the Sun e di portarle a un livello più alto, quello in cui la forma si fa veicolo e strumento comunicativo della poetica, proponendo un modello capace di ispirare anche stilisticamente il cinema cinese (tracce importanti di questa ispirazione si vedranno ad esempio nel segmento firmato da Fruit Chan di Chengdu I Love You e in Love for Life di Gu Changwei).

Calembour di sensazioni quasi tattili, dal sapore gitanesco, The Sun Also Rises colpisce a più livelli, ma come sempre gran parte del fascino lo si deve ai volti dei protagonisti e alla loro capacità di incarnare un mondo affascinante anche quando è misterioso: Zhou Yun, madre squilibrata, rampante e vitale, Jiang Wen imponente cacciatore delle fiabe, Joan Chen sensualmente lubrica in camice bianco marchiano a fuoco i ricordi dello spettatore dopo la visione. Una menzione speciale la merita Anthony Wong, in un ruolo difficile e sfumato di vita e morte allo stesso tempo, che si fa icona di bravura e malinconia eseguendo alla chitarra la dolce melodia di Suolo He, canzone popolare indocinese già sentita, in versione inglese, alla radio nell’In the Mood for Love di Wong Kar Wai.

 

Poster:

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