The Top Bet

Voto dell'autore: 4/5
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The Top BetThe Top Bet è il sequel ufficiale del fortunato All for the Winner, campione di incassi, parziale trampolino di lancio per la carriera di Stephen Chow e classico dei film sui giocatori d’azzardo dotati di poteri psichici o speciali capacità di baro. Nonostante quello che si legge in giro ci sentiamo invece di affermare con una certa tranquillità che personalmente questo capitolo è ben superiore al suo predecessore, più fine, rigoroso, lineare e divertente. Nonostante il film sia penalizzato dalla (quasi) assenza del comico cantonese Stephen Chow (che si riserva una comparsata ad inizio e fine film) e di Sandra Ng (che appare timidamente solo in un paio di scene), nonostante poco rimanga anche questa volta dello stile di regia di Jeff Lau (che si impiccia ancora di più del precedente capitolo nella recitazione), nonostante la storia possa apparire già logora e ripetitiva (quasi tutti i buoni e i cattivi sono gli stessi di All for the Winner) il film funziona totalmente. Merito probabilmente sia della capacità di mettere in scena un ingranaggio narrativo forte e piacevole, sia dei nuovi attori giunti ad allietare il cast; Carol “Do Do” Cheng Yu-ling è strabordante e incontenibile, un vortice di comicità volgare e diretta, un fiume in piena impossibile da arginare, Kenny Bee che ci regala alcune brevi apparizioni davvero illuminanti e, infine, la vera protagonista occulta, Anita Mui. E qui vale la pena spendere due parole sull’attrice (prematuramente scomparsa) che ci regala una delle sue performance più riuscite, senza tentare nemmeno per un attimo di imitare il noto comico (nonostante interpreti la sorella), bravissima e semplice nel look, dinoccolata e molle nelle movenze come fosse protagonista di un anime, una creatura celestiale e tonda uscita da un episodio di Chobits. Divertente e irresistibile nell’apparato comico, tenera in quello sentimentale, convincente nelle sequenze marziali e action.

Il God of gamblers Ah Sing (Stephen Chow) lascia solo il suo manager/zio Tat (Ng Man-tat) per esplorare il mondo e giocare d’azzardo lungo tutto il globo. In cerca di un degno sostituto zio Tat incappa in una venditrice di pesce (Carol Cheng) apparentemente abilissima nelle carte e decide di divenirne manager per iscriverla al campionato annuale dove  Paul Chun Pui cerca una sanguigna rivincita dopo la sonora sconfitta dell’anno precedente ad opera di Ah Sing.  Ma la donna in realtà è un baro e trucca le partite per vincere ingenti somme di denaro (in realtà la posta in palio sono quintali di pesce) da spendere in cure per guarire suo fratellino invalido. Il villain interpretato da Paul Chun Pui nel frattempo ha assunto un abile uomo mainlander (Lau Shun) dotato di super poteri e dell’abilità di trasferirli nel corpo altrui in modo da permettergli di mutare le carte in tavola ai fini della vittoria. Intanto giunge a casa di zio Tat sua nipote, sorella di Ah Sing (Anita Mui), anche lei dotata di poteri simili al fratello ma obbligata da un superiore cinese ad usarli solo a fin di bene e non sul tavolo da gioco. Scoperte le carte in tavola, Anita dovrà aiutare Carol ad uscire indenne e vincente dalla partita. Ma alla fine sarà la potenza verbale e affabulatoria della donna a dominare dove i poteri psichici non possono arrivare.

Straordinarie perle di demenza comica si alternano alle limpide partite e al resto della narrazione. Spesso la risata è evocata dai duetti tra le due attrici o dai poteri della Mui che ha la capacità di far penetrare gli oggetti all’interno dei corpi. Esemplare a questo proposito la bella sequenza action in cui un gruppo di cattivi invade il casinò di zio Tat per abbattere la fantomatica dea del gioco d’azzardo. Lowell Lo si massacra da solo a colpi di nunchaku sotto gli occhi divertiti dei rivali, zio Tat spara petardi simulando colpi di pistola, Anita a colpi di arti marziali si sbarazza dei nemici e presa alle strette inizia ad fondere i corpi degli avversari con gli oggetti che le capitano intorno fino ad infilare per sbaglio un acquario nello stomaco di zio Tat; il risultato sono i cattivi che fuggono con ombrelloni, lampade ed altri suppellettili che escono dai loro corpi e zio Tat vomitante pesci che si ritrova seduto di fianco a Lowell Lo che vomita sangue per i colpi autoinferti. Anche le dimostrazioni dei poteri di Carol Cheng sono irresistibili; quando Anita le chiede di leggerle le carte guardandone solo il dorso Carol approfittando dell’ingenuità della ragazza e della sua curiosità per la cosmesi le spalma prima della creta in viso (in realtà cemento)  e poi le incolla uno specchietto in fronte che le permette di vedere le carte scoperte dalla ragazza che la mette alla prova. Nonostante il film continui ad accentuare il fattore poteri, sottolineato dai vari sequel di God of Gamblers di Wong Jing, questo episodio rispetto al precedente rimane comunque più personale e riuscito, rigoroso e completo e probabilmente anche più divertente. Da non sottovalutare quindi quando si decide di mettere mano al prolificissimo filone sui giocatori d’azzardo made in Hong Kong. Inoltre un’ottima prova d’attori.

Nota sul DVD Deltamac/Fortune Star: Il disco in questione è esente da bonus tranne per un trailer che in realtà si rivela come un microscopico backstage contenente ciak sbagliati e alcune scenette inedite del fim.

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