The Way We Are

Voto dell'autore: 3/5
Voto degli utenti InguardabileSufficienteConsigliatoOttimoImperdibile [2,00/5: 1 voti]

The Way We AreThe Way We Are si dedica a raccontare la quotidianità di Tin Shui Wai, cittadella nata nei Nuovi Territori di Hong Kong e già teatro di Besieged City di Lawrence Ah Mon. A differenza di Besieged City, che raccontava a tinte fosche e drammatiche le storie di un gruppo di adolescenti sbandati, il film di Ann Hui ha come centro la tranquilla esistenza di una donna vedova, la signora Cheung, interpretata da una perfetta Paw Yeh Ching, e del figlio Ka-On (Juno Leung), che ha appena finito la scuola e aspetta i risultati degli esami. Cheung lavora in un supermercato, i suoi giorni scanditi dal ritmo placido della vita famigliare di una normale famiglia, ritmo interrotto solo dall’arrivo nel palazzo dove abita di un’anziana vicina, con la quale stringe subito un rapporto di amicizia che coinvolge anche Ka-On.

La macchina da presa di Ann Hui segue con rispetto e gentilezza lo scorrere del tempo dei personaggi che abitano le sue immagini, svelando a poco a poco tratti del carattere e della storia personale delle persone che vivono sullo sfondo dei grattacieli di Tin Shui Wai. Così vediamo madre e figlio fare colazione,  o aprire e gustare un succulento durian, vediamo Cheung al lavoro dietro al banco della frutta e verdura, o scartare una torta della luna per l’arrivo della Festa delle Lanterne, vediamo Ka-On coi suoi amici, o intento ad aiutare la vicina a portare a casa il nuovo televisore, o andare a trovare la nonna in ospedale. Cose normali, cose che tutti fanno, perché The Way We Are (il titolo originale si traduce in Tin Shui Wai di giorno e di notte) è proprio il ritratto senza filtri di una Hong Kong lontana dai contrasti e dalle emozioni forti cui ci hanno abituato tanti dei suoi film, polizieschi, d’azione o melodrammatici; e anzi The Way We Are è una sorta di anti-melodramma, che Ann Hui spinge a guardare senza forzare emozioni e senza affondare lo sguardo nei meandri reconditi della gioia e del dolore. Non che gioie e dolori non ci siano, nelle vicende dei protagonisti del film, ma sono affrontati con una pudicizia e con un rispetto, che hanno del meraviglioso per quanto stridono con quel che ci si aspetta dalla tradizione del cinema cantonese. E tuttavia questo piccolo film riesce col suo tono volutamente minore a descrivere e a immortalare Hong Kong e la sua anima. La Hong Kong della gente che lavora, che fa sacrifici e che non se ne lamenta, della gente che non cerca la ricchezza facile come quei protagonisti dei triad movie che finiscono risucchiati nel loro stesso vortice di avidità. Una Hong Kong che sta nel mezzo, e che è al contempo la base della città, con la sua modestia e la sua laboriosità: il mondo di quelli che sanno che una fiamma che arde forte presto si spegne, e che il sole a mezzogiorno, nel pieno del suo splendore, è destinato a calare. La città di chi sa accontentarsi di un desco ed è consapevole che a volte affannarsi alla ricerca del successo non porta la felicità, ma solo un senso di frustrazione. Qualcuno potrebbe definire questi personaggi degli sconfitti, persone che hanno rinunciato a inseguire un sogno, ma Ann Hui non da giudizi, e li presenta per quello che sono: donne, e uomini, come molti altri. E allora alziamo un’ode al coraggio e alla bravura di Ann Hui, cha ancora una volta dedica questo pezzo della sua lunga carriera a raccontarci una figura di donna (come aveva fatto anche in Postmodern Life of My Aunt) senza indulgere nella retorica dei sentimenti, ma dando peso al vero, alla serenità del quotidiano, alla capacità di andare oltre alle brutture e ai conflitti per presentare la vita quasi in presa diretta, lasciando allo spettatore la facoltà di trarre le sue conclusioni. Come ultima nota, pare doveroso ricordare che The Way We Are (prodotto da Wong Jing, che si merita un “bravo!” per la scelta di supportare un progetto del genere) ha vinto tutti i premi più importanti agli Hong Kong Film Awards, tra cui miglior film, miglior regia, miglior attrice protagonista e non protagonista. Tutti meritati.

CONDIVIDI: