There Is a Secret in My Soup

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ThereisaSecretinMySoupNel momento in cui sfuma l’idea di realizzare il quarto capitolo di The Untold Story, due case di produzioni diverse si mettono al lavoro per realizzare il degno erede dei capostipiti e per colmare il vuoto creatosi nel sottofilone degli “horror culinari”. I due film sono Human Pork Chop e There is a Secret in My Soup e straordinariamente escono lo stesso giorno nelle sale di Hong Kong. A lasciare ulteriormente basiti è come i due film siano praticamente identici in ogni invenzione narrativa e in ogni conseguente svolgimento.
L’unica reale differenza sono gli interpreti e l’intervento per ben due volte in questo film di alcuni siparietti di “petting creativo” adoperato da un sovraeccitato “tossico” nei confronti di una partecipativa ninfetta; cascate di olio sul corpo nudo, massaggi operati con compressori ad aria compressa, salsicce infilate sulla punta di un trapano e altri bizzarri ritrovati della sensualità creativa di uno dei protagonisti.
Nella sfida tra i due film a trionfare è senza dubbio Human Pork Chop, più sfaccettato e morboso, mentre questo There is a Secret in My Soup è del tutto anonimo e inoffensivo.

Una prostituta che aveva derubato il proprio protettore viene segregata e torturata, divenendo oggetto di abusi continui degli inquilini di una umida casa, perennemente alterati dall’assunzione di droghe. L’improvviso decesso della ragazza dovuto alle eccessive percosse farà sorgere il legittimo dubbio su come sbarazzarsi del corpo. A risolvere il tutto come accade di solito all’interno di questo sottofilone sarà un libro di cucina.
Prodotto del tutto trascurabile; per gli appassionati del genere si consiglia –di nuovo- di rivolgersi ad Human Pork Chop.

 

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