Tokugawa: Woman Genealogy

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Tokugawa Onna KeizuTokugawa Onna Keizu, letteralmente “la genealogia delle donne del Tokugawa”, viene generalmente infilato nel calderone di film in costume di Ishii Teruo ambientati nel noto periodo feudale giapponese e che spingono fortemente sul versante guro. Sorge però il dubbio che in pochi lo abbiano visto dato che di sangue il film è praticamente esente. Sebbene vi sia dentro gran parte dello staff dei film di Ishii del periodo, compreso quello Yoshida Teruo protagonista onnipresente dei vari eroguro dell’anno successivo (Inferno of Torture, L’Orrore degli Uomini Deformi, Love and Crime), si tratta infatti di un modesto dramma in costume. L’origine letteraria alla base della sceneggiatura è infatti l’omonima saga di 21 libri di Iwasaki Sakae.

Ambientata al tempo dello shogun la vicenda vede proprio Yoshida Teruo vestirne i panni e si svolge in gran parte tra le mura del suo harem. Un’infinità di donne è infatti a sua disposizione nell’intento di donare alla stirpe una discendenza. Ovviamente la lotta intestina tra i vari clan di donne per avere l’onore di fungere da incubatrice per il futuro leader della nazione è acre. Ognuna di esse che sale alle attenzioni dello shogun finisce per pagarne tragicamente le conseguenze. Ad esempio Mizu, interpretata da Mikage Kyoko, diviene l’oggetto del desiderio per una voglia nell’interno coscia, ma per questo verrà brutalizzata e sfregiata dalle sue compagne. E’ il ruolo più bello e intenso di tutta la vicenda quello che spetta alla Mikage, che di li` a poco avrebbe interpretato il ruolo della sorella della sfortunata protagonista di Illusion of Blood (Yotsuya Kaidan). La poverina è infatti l’unica ad essere realmente innamorata dello shogun e vi manterrà la fedeltà fino all’ultimo, anche quando costui precipita in una spirale di depravazione. Deluso infatti dall’arrivismo delle donne che lo circondano e dagli intrighi di potere e convinto di non poter avere il vero amore, finirà tragicamente per sbagliare continuamente fino al tragico epilogo.

Nella pellicola una parte bella consistente anche per la bella Kagawa Yukie, onnipresente nelle pellicole Toei del periodo, da Snake Woman’s Curse fino ai vari Delinquent Girl Boss passando per gli eroguro classici dello stesso Ishii. E poi da segnalare anche la presenza di  Tani Naomi, ancora poco celebre all’epoca, ma di lì a poco pronta a recitare in vesti sempre più discinte per la casa rivale Nikkatsu, divenendo celebre in patria come la regina del sadomaso a causa dei molti ruoli in cui finiva legata da funi come nel primigenio Flower and Snake del 1974 o Wife to Be Sacrificed.

In realtà la carica erotica di questo lavoro di Ishii è ben limitata. Il regista tiene ancora a freno il fattore exploitation per cui si sarebbe distinto di lì a poco e a parte rari attimi in cui le figuranti danzano o lottano, persino le scene di sesso sono di una pudicizia rara in quegli stessi anni. Un oggetto curioso ed abbastanza alieno nella filmografia del regista, forse un po’ noioso e letterario, ma comunque interessante ai fini dello studio della sua cifra artistica.

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