Tokyo Mafia: Battle for Shinjuku

Voto dell'autore: 3/5
Voto degli utenti InguardabileSufficienteConsigliatoOttimoImperdibile [4,00/5: 1 voti]

Battle for Shinjuku è ben diverso dal precedente Wrath of the Yakuza e viene il dubbio si tratti di tutt’altra cosa. Infatti è così; trattasi di un film intitolato Gangster riunificato sotto l’ala del Tokyo Mafia. Certo è che di legami ce ne sono, a partire da alcuni attori, in parte la storia e diverse allusioni alla Tokyo Mafia di Yabuki, oltre il nome che il protagonista si porta dietro. Cambia la regia, e si nota. Si inserisce inoltre un flashback mai visto prima in cui si mostra un regolamento di conti tra Saimon e Riki. Proviene da del girato non presente nella serie o è stato diretto ex novo? Dopo la parziale delusione del secondo capitolo, qui lo stile si fa più epico e dinamico e si addiziona di quegli elementi che faranno grande lo yakuza movie contemporaneo. Personaggi sopra le righe, décors decadenti o ultrapop, violenza estrema e reiterata. Gli scontri sono decisamente più ispirati rispetto a quelli di Wrath for the Yakuza, molto più moderni.

Ginya Yabuki (Riki Takeuchi) è ormai una star; torna a Tokyo e si costruisce una nuova Tokyo Mafia sgangherata composta di soli quattro elementi (più un suo ex compagno): una ragazza silenziosa ed emotiva che deve scegliere se essere killer o puttana, un gigante buono e infallibile e un investigatore arrapato magistralmente interpretato come al solito da Taguchi Tomorowo. Solita missione, distruggere la Teitokai, la gang più forte della città e conquistare il “mondo”.

Numerose le sequenze sopra le righe come una in cui mentre in montaggio alternato tutti i personaggi si allenano al tiro con le pistole, Taguchi Tomorowo si diletta sessualmente con ragazze di passaggio. A contrapporsi a Ginya, la sua eterna nemesi, Saimon, yakuza vecchio stile deciso a reinstaurare gli antichi valori a colpi di pistola. L’elemento sconvolgente è che Ginya rappresenta la vera tomba dell’onore, il suo codice è infranto ed è disposto a tutto pur di raggiungere i suoi obiettivi. Al contempo Saimon è uno yakuza vecchia scuola che mai infrangerebbe i codici morali cavallereschi. Nello scontro finale tra i due sinceramente l’empatia balena da una gang all’altra visto che quella di Ginya, composta da quattro persone, combatte con armi da fuoco contro quella di Saimon che si batte con le katana essendo però composta da decine di membri che escono da ogni angolo. Il duello finale reinstaurerà un codice paritario tra i due, chiudendo il film ma lasciando aperta al contempo la strada ad un eventuale seguito. Infatti…

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