Tomie: Replay

Voto dell'autore: 3/5
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tomiereplaySecondo capitolo, dopo la pausa televisiva (Tomie: Another Face), della saga horror ispirata alle visioni surreali e terrifiche del genio del manga Junji Ito. Si prosegue sulla strada intrapresa dal primo film con una dominanza di colori caldi e marci e una regia calcolata ed estremamente pacata, tipica del J-horror buono di quegli anni. La distanza maggiore dall’epica della saga è il fatto di avere rinchiuso gli orrori mostrati per buona parte della pellicola nello spazio (morale, architettonico, narrativo) di un lugubre ospedale e di avere allentato parzialmente l’aspetto adolescenziale della vicenda. L’inizio è col botto e non lascia indifferenti:

una bambina giunge in ospedale con una dilatazione abnorme del ventre e deve essere operata di urgenza. Una volta inciso il suo corpo da esso esce la testa di una Tomie che proprio da quella parte organica si riproduce facendo impazzire come d’ordinanza tutti coloro che entrano in contatto con lei con seguito di omicidi, suicidi, follia e morti multiple della ragazza.

Fortunatamente questo secondo episodio è profondamente esplicativo delle dinamiche dell’ancestrale mitologia della creatura, evocando un remoto passato storico in cui la Tomie era già presente e descrivendo quasi antropologicamente alcune dinamiche “organiche” della ragazza.  In questo caso la bambina di cui sopra aveva subito un impianto di organi provenienti dalla creatura che a sua volta rinasce dal corpo della stessa  e possiede quello di un medico che si era inciso fortuitamente il pollice nel corso dell’operazione.

Forse in questo caso l’elemento più debole del film è la scelta di avere fatto interpretare la protagonista, Tomie Kawakami alla idol Mai Hosho (discreta filmografia alle spalle, oltretutto), insipida e inespressiva che non possiede né il carisma della Miho Kanno del primo capitolo né la bellezza accecante di Runa Nagai della serie TV.
Le fa da spalla il talentuoso (e forse qui sprecato) Yosuke Kubozuka (Go, Ping Pong).
Tutto sommato un ottimo sequel, inquietante e ben diretto che solo sul finale si lascia andare ad una parziale perdita di ritmo.

Nota: la musica che accompagna i titoli di coda è la stessa del primo capitolo ovvero Raymond di Yukari Fresh. Mentre nel corso del film quando la protagonista entra in un club si ode un altro pezzo della stessa cantante ovvero Yukarin’ Disco.

 

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