Tropical Malady

Voto dell'autore: 4/5
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“Tutti noi siamo per natura bestie selvatiche. Il nostro dovere come esseri umani è di diventare ammaestratori che tengono i loro animali sotto controllo, e che insegnino loro a svolgere compiti alieni alla loro bestialità.” – Ton Nakajima –

Tropical MaladyE’ paradossale, al momento di scrivere qualche commento sul film, accorgersi che di Tropical Malady si potrebbe dire tutto quanto è già stato detto in una qualsiasi recensione del precedente film di Weerasethakul, Blissfully Yours. Il rapporto tra i due film è talmente stretto e in qualche modo indecifrabile che si è tentati di considerare entrambi i film una sorta di dittico inscindibile. Cambiano le storie e i personaggi ma non scompare la presenza inquietante e salvifica della foresta.
Tropical Malady è il film, inevitabilmente frammentato, di un regista che non sa ancora scendere a patti con i principi della narrazione cinematografica: e se la prima parte del film è una sorta di tenera love story omosessuale, si avverte nella seconda la caduta improvvisa in un universo surreale e dilatato che arriva a lambire i territori della videoart e si colora di rarefazioni e straniamenti che è arduo, nonchè infruttuoso descrivere a parole. Si può tentare invece di dare un’occhiata alla struttura della seconda parte del film – per toccare con mano l’anti-metodo Weerasethakul.

ATTENZIONE: IL SEGUITO DELLA RECENSIONE RIVELA ALCUNI ELEMENTI DELLA TRAMA DEL FILM.

[Primo tempo: storia d’amore gay fra un ragazzo e un soldato, raccontata in forma naturalistica. Secondo tempo: caccia alla tigre. Suspence onirica, notturna. Epilogo: confronto con la tigre, dilatazione estrema del tempo.]

Secondo tempo.

DISEGNO DI UNA TIGRE:

“IL PENSIERO DELLO SPIRITO (Ispirato alle storie di Noi Inthanon). C’era una volta molto tempo fa un potente sciamano khmer che poteva trasformarsi in varie creature. Vagava per la giungla e faceva brutti scherzi agli abitanti del villaggio.”

Una donna chiede aiuto a un cacciatore appostato sull’albero. Il cacciatore la segue e vede la coda da tigre che spunta da sotto il vestito.

DISEGNO DI UNA TIGRE:

“Il cacciatore sparò alla tigre e intrappolò lo sciamano nello spirito del felino. Il cadavere della tigre è in mostra al museo Kanchanaburi.”

Il soldato si inoltra nella foresta:

“Ora, ogni notte, lo spirito dello sciamano si trasforma in una tigre per tormentare i viaggiatori.”

Inquadratura delle dita del soldato che cercano su una pianta tracce del passaggio della tigre:

“I paesani e il loro bestiame iniziarono a scomparire.”

Il soldato passa la notte nella foresta.

DISEGNO DI UN ESSERE MOSTRUOSO:

“Mentre la tigre fantasma cerca di entrare nei suoi sogni, il soldato pensa agli abitanti scomparsi.”

Un uomo completamente nudo, con il corpo coperto di tatuaggi, si aggira nella foresta.

NERO:

“Il fantasma rimane affascinato dal misterioso apparecchio sonoro del soldato.”

Il soldato insegue l’uomo, ne nasce una colluttazione: l’uomo scaraventa il soldato giù da una rupe. Il soldato osserva le proprie mani escoriate.

NERO:

“Improvvisamente, una strana sensazione strinse il cuore del soldato.”

Il soldato si imbatte nella carcassa di un bue sventrato.

UNA SCIMMIA:

“Soldato! La tigre ti insegue come un’ombra. Il suo spirito è affamato e malinconico. Vedo che sei la sua preda e il suo compagno. Può sentire il tuo odore da molto lontano. E presto lo sentirai anche tu. Uccidilo per liberarlo dal mondo degli spiriti. O lascia che ti divori per poi entrare nel suo mondo.”

[…continua]

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