
aka : Twelve Golden Medallions; 12 Gold Medallions, Les 12 Medallions d'Or
Titolo cantonese : Sap Yee Gam Paai
Titolo mandarino :Shi er jin pai
Interpreti : Yueh Hua (Miao Lung), Chin Ping (Chin So), Chiao Chiao, Wang Hsieh, Ku Weng-chung (Meng Ta-pei), Ching Miao, Huang Chung-Shun (Jin Yang-tang), Ku Feng.
Coreografie : Sammo Hung, Simon Chui Yee Ang
Sceneggiatura :Cheng Kang
Fotografia :Tung Shao-yung, Pao Hsueh-li
Musiche : Wang Fu-ling
Prodotto :Run Run Shaw
Produzione : Shaw Brothers
Data di uscita : 01/07/1970
101'
Durante il decimo anno sotto la guida
dell'imperatore Shao Hsing della dinastia Sung del sud, i
Tartari attaccano la Cina dal nord, mettendo in grave pericolo
la capitale.
Il grande patriota Yao Fei a capo dei suoi 100.000 uomini oppone una coraggiosa resistenza, ma il traditore Qin Hui nel disperato e frettoloso tentativo di negoziazione con il nemico crea dodici decreti atti a fermare Yao Fei e le sue truppe.”
Questo è il sunto di base di un'epica
avventura che unisce eventi storici realmente accaduti ad
una storia di intrighi e lotte per il potere (come nella più
classica tradizione del wuxiapian), il tutto condito da combattimenti
coreografati, con grande inventiva, da un giovane Sammo Hung.
Jin, rinomato maestro di arti marziali, accecato
dalla bramosia del potere si assume l'incarico di uccidere
l'eroe Yao Fei. Questa sua missione in aperto contrasto con
i propri precetti fin li professati crea un dissapore con
la figlia Chin So (fedele all'imperatore e alla patria), che
delusa dal comportamento del padre gli si ribella e fugge
tra le retrovie della resistenza.
Questo volta gabbana sorprende anche Miao Lung migliore allievo di Jin nonché promesso sposo di Chin so.
Allievo e maestro si troveranno presto l'uno contro all'altro
in una lotta senza esclusione di colpi, in palio c'è
molto di più della vita, c’è la libertà
di un popolo sempre oppresso dagli invasori o dai regnanti,
un popolo sempre pronto a sacrificarsi per le proprie convinzioni
ed ideali.
La trama si complica quando tra le file dei ribelli compare Meng Ta-pei “Green Bamboo Cane” vecchio maestro e famoso eroe, acerrimo nemico di Jin.
Tra un combattimento e l'altro c'è
spazio anche per la storia d'amore tormentata dei due protagonisti,
costretti con l'inganno a fronteggiarsi; la vicenda ha quasi
un tono “Shakespeariano”-.
Le tematiche del film sono un marchio di fabbrica di Cheng Kang: la lotta contro il potere corrotto, ribelli che si battono per la libertà della patria, conflitti di un popolo sempre oppresso, lo scontro generazionale tra padri e figli.
Questioni già affrontate in film come Sword
of Swords (1968) o The
Flying Guillotine - part 2 (1977)
e che mettono in risalto la voglia del regista di raccontare,
di insegnare la storia passata attraverso un film di genere,
d'impatto, perché se c’è un difetto nell’uomo
è quello di dimenticare troppo in fretta.
Parlando invece delle coreografie (vero fulcro di questi film), non si può far altro che elogiare il lavoro di Sammo Hung, pioniere del wire-work ed esponente di punta del mondo dei film action orientali.
Sammo crea dei combattimenti molto veloci (per l'epoca - 1970)
con un uso “cinetico” del wire-work solo ipotizzato
precedentemente in altri film, gli spadaccini volano come
dei supereroi, combattono leggeri sui rami degli alberi, volteggiano
da un lato all'altro dello schermo come foglie portate dal
vento.
Memore del lavoro di maestri come Liu
Chia-liang e in special modo di Tang Chia (soprattutto
per quanto riguarda l'uso delle armi), crea dei duelli a base
di cappelli volanti-taglienti, monetine perforanti, con un
sense of wonder tipico di film come One Armed
Swordsman (1967): vi ricordate le scene dello spadaccino
monco alle prese con le tazzine nella locanda? Ecco, lo stile
è quello!
Curiosità: appare anche lo stile del Palmo di Buddha.
C’è da dire, che rispetto ad
altri wuxia, questo The Twelve Gold Medallions punta
più sull'atmosfera, privilegiando la suspence che si
viene a creare prima di ogni duello. Infatti, pur se realizzati
in modo superbo, tutte le contese vengono risolte nel giro
di pochi attimi, quasi a manifestare il talento divino degli
spadaccini (spesso ho rivisto le scene più volte per
apprezzarne le dinamiche).
Come accade nei film di King Hu, lo spettatore è chiamato
ad immaginare cosa accade tra un'immagine (raccordo) e l'altra,
la cinepresa non è in grado di seguire le evoluzioni
ultraterrene degli spadaccini che spesso intuiamo ad un livello
inconscio, ancestrale.
Questo modello di rappresentazione trascende la realtà, ma diventa credibile grazie ad un sapiente montaggio ed un uso oculato del wirework.
Vale la pena ricordare tra gli attori Yueh Hua (il protagonista)
che in trent’anni di carriera ha partecipato a più
di novanta film, concludendo in bellezza con Jackie Chan in
Terremoto nel Bronx (Rumble in the Bronx,
1996), la bellissima Chin Ping nel ruolo di ragazza ribelle
che tanto gli si addice, e per ultimo (non per importanza)
il caratterista per eccellenza di Hong Kong, Ku Feng; mi inchino
dinnanzi a quest'uomo !
The Twelve Gold Medallions è
un ottimo intrattenimento, forse più complesso dei
film di Chang Cheh e per questo meno immediato. Non è
un film che consiglierei a chi si avvicina al genere per la
prima volta, ma per chi ha voglia di conoscere un autore meno
famoso anche se altrettanto importante, un regista e sceneggiatore
rinomato che ha detto la sua in punta di piedi sfornando titoli
del calibro di Killer Five (incredibile apologo sull'amicizia
-1969), The
Flying Guillotine - part 2, e il capolavoro
Sword
of Swords.
A cura di Marco Figoni

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