Ultraman Saga

Voto dell'autore: 3/5
Voto degli utenti InguardabileSufficienteConsigliatoOttimoImperdibile [3,50/5: 2 voti]

ultra sagaE un cerchio si chiude. Dopo Ultraseven X (2007) la franchise si era spostata direttamente sullo spazio dando adito alla creazione di un nuovo, o meglio, di nuovi universi e mitologie legate al personaggio. Vennero così prodotte le due miniserie Ultra Galaxy Mega Monster Battle (2008) e il sequel Ultra Galaxy Mega Monster Battle: Never Ending Odyssey (2009). Nel mentre, oltre a speciali per il DVD e ad altre cosettine parallele come Ultraman Retsuden (sorta di riassunto di 45 anni di storia del mito) erano usciti in sala due film, ambientati nello stesso arco narrativo e che introducevano nuovi personaggi ed eroi; stiamo parlando di Mega Monster Battle: Ultra Galaxy e Ultraman Zero: The Revenge of Belial in cui veniva messo in campo un nuovo convincente villain, Belial, ma anche un Ultraman riuscitissimo e inedito, Zero, genealogicamente figlio di Ultra Seven. Grande azione, grandi budget investiti, grandi effetti, nuovi personaggi che non erano altro che restyling di eroi del passato (Mirrorman, Fireman, Jumborg Ace) e ottimo intrattenimento che dava nuovo splendore alla saga. Con questo film, finalmente si torna sulla terra. Si riparte esattamente dal precedente episodio;

mentre Zero sta decimando i robot di Belial riceve una chiamata di aiuto che lo porterà verso la Terra. Ma quello che troverà sarà uno spettacolo post-apocalittico. Tutti gli esseri umani sono scomparsi tranne un pugno di ragazzine autonominatesi Earth Defence Force e un gruppo di bambini che queste cercano di proteggere dai periodici assalti di mostri giganti. Non solo un altro pianeta ma un altro universo. Zero infatti è in quello di Ultraman Dyna, 18 anni dopo la fine della serie dedicata e dove passeggia anche Ultraman Cosmos addomesticando, quando può, i mostri distruttivi di passaggio. Per salvare la vita ad un viaggiatore spaziale capitato lì per caso Zero si fonde con lui trovando così un ospite umano, poco partecipativo. La terra è diventata campo di esperimento di Alien Bat, ambasciatore alieno che sta riportando in vita una forma mastodontica di Alien Zetton.

Le carte in gioco sono davvero molteplici per assicurare un film di successo. Il ritorno sulla terra permette di rimettere in piedi modellini e città in miniatura sempre più belle e dettagliate e al contempo di offrire del nostro pianeta una versione alternativa in cui le ragazze si spostano su delle navicelle che mutano in robot. La scelta delle ragazze non è casuale; sono stati infatti pescati membri delle AKB48, una delle idol band più acclamate dell’anno e praticamente presenti in ogni media asiatico. L’universo scelto permette di rispolverare due ultra uomini meno presenti del solito, Dyna e Cosmos avvicinandogli il nuovo Zero che, come ai tempi Seven, ha riscosso un enorme successo. E poi Zetton, il villain finale della prima serie di Ultraman, una delle creature fantastiche più riuscite di sempre, ci viene presentato in due versioni nuove e brillanti; la prima è un diretto proseguo dei mostri finali dei precedenti film, di dimensione enorme e interamente realizzata in digitale. Se tutto questo può fare storcere il naso ai puristio, ovviamente il tradizionalismo giapponese ci fornirà alla fine una nuova forma invece “reale” suggestiva e dinamica, l’ennesimo colpo maestro nel campo del character design della Tsuburaya. Ma non è finita, il successo del design spigoloso e più aggressivo di Zero che tanto aveva ottenuto successo viene aggiornato sul finale. Dalla fusione di Cosmos, Dyna e Zero nasce Ultraman Saga, una creatura potente più vicina ad un Guyver che ad un “ultra uomo”. Il film ha però anche delle penality; quando nei tokusatsu si inserisce uno o più bambini (scelta anche comprensibile visto il target) di solito l’opera intera si smonta in preda a retorica e ironia becera. E anche Ultraman Saga non sfugge a questa maledizione. Per quanto possa far ridere l’ospite umano di Ultraman Zero non partecipativo che alla prima trasformazione ci regala un inedito eroe di “medium size” il risultato alleggerisce troppo la potenziale portata melodrammatica dell’opera. Anche altre gag affollano il film ma tutto sommato sono una buona strizzata d’occhio per i fans (le immagini del pianeta ideale dei kaiju, pigmon, il re leone durante i titoli di coda) me gli infiniti ralenti e pianti dei bambini orfani sono quanto di più insopportabile l’universo tokusatsu possa offrire.
Per questo Ultraman Saga offre molti elementi di altissimo livello che fusi insieme però non producono un film riuscito come i due precedenti. 45 anni sono passati dalla nascita di Ultraman e quest’opera è un’ottima finestra che pare guardare verso un roseo, o meglio, rosso futuro.

Gli eroi del film

I nemici

Fotogrammi

CONDIVIDI: