Unbeatable

Voto dell'autore: 4/5
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Il titolo di questo film doveva essere MMA, con riferimento alla disciplina marziale, che è diventato successivamente un alias in favore di un più sobrio Unbeatable. Dietro questa apparentemente piccola azione si nasconde il senso del film. Dante Lam (The Beast Stalker, The Viral Factor) gira il fin troppo classico film sportivo, con redenzione del perdente, allenamento, sconfitta, vendetta e risoluzione finale. Presenti anche classici cliché tipici del genere e del cinema americano da Rocky in su. Fortunatamente tiene tutto questo blocco di maniera nella periferia e preferisce incollarsi alle vicende melodrammatiche, luttuose e struggenti di tutti i personaggi. Perdenti patologici, sconfitti, falliti, tutti con trauma anche macroscopico alle spalle in cerca di redenzione. Qualcuno riuscirà a rialzarsi, altri no, ma alla fine l’importante è provarci, perché non è mai troppo tardi.

E nel narrarlo non si tira mai indietro, inserendo il lutto (bambini annegati), la crisi di coppia, la follia, i traumi, il sangue di gangster locali, le violenze fisiche degli sconfitti, l’alcoolismo, la bancarotta. Ne esce un inaspettato film delizioso e in punta di penna, diretto con una mano miracolata e con tocchi di stile totalmente imprevisti tale da sembrare un film del Wilson Yip dei tempi buoni. Ottime ovviamente le prove di tutti gli attori (anche se Eddie Peng Yu-Yan continua ad essere una grossa incognita) con un confermato Nick Cheung Ka-Fai, una bravissima Mei Ting che regala una performance sfaccettata e di straordinaria complessità e intensità e la piccola talentuosa Crystal Lee Hing-Hau (10 anni) che con Nick Cheung si è vinta il meritato premio per la recitazione al 16th Shanghai International Film Festival.

Vale una menzione l’inizio del film che frammentariamente presenta tutti i personaggi saltando rapidamente dallo Yunnan a Pechino da Hong Kong a Macau e offrendo per il resto della metrica delle deliziose location splendidamente fotografate. Dopo gli ultimi film leggermente meno incisivi, Lam ritrova la forza di attaccarsi ai personaggi senza compromessi e regala a sorpresa un piccolo grande film brillantemente vivo.

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