Vampire Settle on Police Camp

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A cinque anni dal primo memorabile Mr. Vampire si continuavano a realizzare filmacci del filone dei vampiri saltellanti, cambiando talvolta ambientazione, vittime, carnefici e teorie site nella retroguardia del genere. Stavolta ci troviamo in una specie di crogiolo tra un episodio della serie The Inspector Wears Skirts ibridato con un horror vampiresco. Al contempo i vampiri, questa volta, non sono “saltellanti” bensì più sbilanciati nel versante di spettri rancorosi in cerca di vendetta; non sono altro che una famiglia sterminata in una vita precedente da un uomo (Eddie Ko), ora capo di una centrale di polizia.

Nei primi 15 minuti vediamo il gruppo (nonno, marito,  moglie e un baby vampiro che si atteggia come Bruce Lee) mettere in fuga a colpi di zanne e kung fu tutti i poliziotti della caserma. Così viene  arruolato un nuovo gruppo misto (5 donne e 4 uomini) per dare la caccia alle creature, capitanati da un trio abbastanza pittoresco di superiori (lo stesso Eddie Ko, Sandra Ng e Wu Fung).

Purtroppo lo sbilanciamento è più verso la componente comica pecoreccia, composta dalle classiche situazioni sciocche e vagamente pruriginose dovute ai contrasti tra i due gruppi di cadetti e a dei vampiri troppo ingenui e legati ai vizi terreni (donne, alcool, musica, finanche l’opera di Pechino con cui vengono per un po’ tenuti a bada). Viene così a mancare il perfetto equilibrio delle parti tra paura e ironia ricercata, marca semantica del primo caposaldo del genere. Tutti gli altri elementi sono comunque abbandonati sul luogo con media sciatteria riuscendo raramente a divertire, e intrattenendo ingenuamente comunque fino alla fine. Nonostante tutto, e paradossalmente, si rivela più pirotecnica e refrigerante l’inaspettata sequenza iniziale che il finale tirato via in fretta. Il film non emerge praticamente mai dalla moltitudine di prodotti del genere, a volte di pari qualità, ma almeno pregiati da una caratteristica particolare che li differenziano nettamente dalle altre opere simili, nonostante la regia di Chan Chi Hwa, che aveva co-diretto il Police Story 2 di Jackie Chan.

 

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