Vengeance Is Mine

Voto dell'autore: 5/5
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Vengeance is MineLa Vendetta è mia. Contro chi? Contro cosa? Contro tutto e tutti. Iwao Enoziku (Ken Ogata) viene arrestato per omicidio e truffa. Il montaggio del film a blocchi scomposti, continui flashback e salti temporali avanti e indietro mostrano più in dettaglio quanti e quali crimini ha commesso quest’uomo. Mostrano anche i traumi che ha subito fin dall’infanzia. Alibi per quello che accadrà dopo? No. Quest’uomo agisce con una freddezza insostenibile, demone carico di eccessi, sessuali, passionali, fisici e morali. Sesso, violenza, truffa, a scapito sia di forti che di deboli. Ma non si tratta più nemmeno di forti o deboli, ormai diventano semplicemente gli “altri” perché Iwao si erge a uomo sopra e oltre, totalmente slegato dalla contemporaneità e proiettato semplicemente verso il proprio (non) futuro, finchè dura. Parafrasando i titoli dei film di Imamura, un uomo evaporato in continuo conflitto contro i porci, le geisha e i marinai, analizzato con freddezza antropologica. L’ombra della pena di morte gli incombe addosso per tutta la durata del film, fin dalla prima sequenza. E lo spettatore è costretto suo malgrado a identificarsi con questa creatura misera ma al contempo maledetta, incapace di decidersi, subendo diverse forzature morali se il protagonista sia comunque nel giusto, sepolto in un mondo composto di americani occupatori e stupratori, mogli che tradiscono i mariti con i loro padri, ingenui e violenti, deboli e disperati, malati viziosi e governanti oppressori. Imamura aggiunge un ennesimo tassello, coerente, alla propria filmografia confermando per l’ennesima volta di essere un maestro, non solo del cinema giapponese. Un dialogo tra il protagonista e suo padre sul finale è esempio perfetto di straordinaria scrittura filmica e andrebbe studiato a memoria nelle scuole di cinema di tutto il mondo, mentre la freddezza di tutta l’opera lascia sbalorditi per il rigore e la forza evocatrice. Finale durissimo e sconvolgente con dei freeze frames che rimangono scolpiti nella mente dello spettatore.

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