Violent Streets

Voto dell'autore: 4/5
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violent streetsYakuza movie della Toei, dato in pasto a Gosha Hideo e farcito con i top 4 della casa di produzione (Sugawara Bunta, Noburo Ando, Kobayashi Akira, Tamba Tetsuro). Ad un livello superficiale il film non si allontana molto dalla media di tanti yakuza eiga del periodo di questa e altre case di produzione; gang rivali, donne, scontri violenti, onore, personaggi o monolitici o cool. Coralità, sviluppi frammentari ma ad orologeria. A fare la differenza anche stavolta è la mano del regista, grande inventore e sperimentatore linguistico e uomo dotato di uno sguardo straordinario e di padronanza di utilizzo musicale. Tant’è che il film esordisce paradossalmente durante una sessione di danza spagnola che cozza un po’ con le sonorità magari enka di tanti yakuza movie crepuscolari del periodo. Il film è in mano ad un duo, Kobayashi Akira e un intenso Ando Noburo. Gli altri due si regalano brevi (ma illuminanti come nel caso di Sugawara) apparizioni. Ando interpreta uno yakuza ritirato che gestisce il Madrid, una club spagnolo. Il passato e le nuove leve, frammiste a gang rivali giungono per esigere pegno. Bagno di sangue e finale impressionante. La mano del regista, infatti, è inconfondibile, nelle trovate, invenzioni, giochi di colore, movimenti di macchina azzardati, tutto reca la sua firma. Certo, magari Violent Streets non è illuminante come il precedente Cash Calls Hell, ma tra i film del genere del periodo si ritaglia uno spazio oltre il dignitoso. Per gli appassionati del genere, una visione obbligatoria.

 

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