Walk On Fire

Voto dell'autore: 3/5
Voto degli utenti InguardabileSufficienteConsigliatoOttimoImperdibile [4,00/5: 1 voti]

walk_on_fireIl giorno in cui sua moglie partorisce l’agognato primo figlio di sesso maschile, un poliziotto (Ray Lui Leung Wai) viene ucciso da una gang di malavitosi e la sua morte mascherata da tragico incidente. Silente testimone è una tossicodipendente (Cherie Chung) che viene coinvolta in un piano di vendetta da due amici e colleghi della vittima (Andy Lau e Kent Cheng).

Uscito dopo A Better Tomorrow e tutto quello che si era scatenato successivamente all’interno del cinema di Hong Kong nell’ambito del poliziesco balistico il film si prende la libertà di andare in controtendenza e di limitare i funambolismi dinamitardi concentrandosi maggiormente sulle psicologie dei personaggi. Tant’è che il film è una delle ultime sceneggiature per terzi scritta da Wong Kar-wai (Happy Together), che si sofferma sui protagonisti tratteggiando un piccolo film delizioso anche se troppo “normale” per i fan della polvere da sparo made in Hong Kong. La regia dell’artigiano Norman Law è sobria e si plasma con rispetto sulla storia regalando dei ralenti sapienti e tutta una parte finale intensa e commovente. Certo, come accade spesso, non possono mancare dei classici siparietti di bassa ironia che sembrano un pedaggio fisso di certo cinema locale; in una sequenza a Cherie cade lo spazzolino da denti di Lau nel water, lei lo ripone e lui lo utilizza con tutti gli equivoci olfattivi del caso. Tutto sommato il film rimane un piccolissimo oggetto onesto, narrativamente di routine ma rispettoso del ritmo e dei personaggi e per questo assolutamente sopra la media. La sequenza in cui Cherie canta una canzone al karaoke per Andy Lau è oggettivamente commovente. Ovviamente gran parte del merito è da attribuire alla tripletta di attori protagonisti che si dimostrano totalmente affiatati e rispettosi l’uno dell’altro, regalando dei personaggi credibili e intensi. Un oggettino laterale ma più onesto e appassionante di tanti titoli più blasonati.

 

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