When Fortune Smiles

Voto dell'autore: 3/5
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When Fortune SmilesWhen Fortune Smiles rappresenta una palestra per Stephen Chow ed è uno dei film delle origini in cui l’attore affina più che in molti altri le proprie armi nella direzione della definizione finale della propria arte comica. Questo non vuol dire che si tratti di un film sbilanciato o da buttare. When Fortune Smiles è una commedia sentimentale action dove il nostro ha anche tempo di lasciarsi andare in alcune convincenti performance marziali, altra sua storica passione, il cui climax è raggiunto in un incontro sul ring contro il grande Billy Chow Bei Lay (Dr. Wai, in the Scripture with no Words, Ching Siu-tung, 1996).

Ed il film è totalmente coerente con tutto il resto della carriera dell’attore; c’è il solito omaggio a Bruce Lee, le folli vulcaniche sequenze dove è la dialettica a primeggiare sulla violenza fisica, l’aggressione ad un “cattivo” con due enormi piatti da cucina (simile ad una scena vista in Royal Tramp) e sullo sfondo di una palestra appare una pubblicità della birra S. Miguel di cui l’attore anni dopo sarà testimonial. Non mancano inoltre battute scatologiche tra cui una che deve essere inserita tra le migliori sequenze comiche di sempre della carriera di Chow. La scena è un duetto comico tra Chow e Mui Siu Wai, muto e risolto solo a gesti per non svegliare la guardia della cella in cui è imprigionato l’attore. Lui cerca di convincere la ragazza ad aprirle la cella per farlo andare a defecare in bagno ma lei per non addossarsi la colpa dell’evasione cerca di convincerlo a trattenersi con metodi più o meno rudimentali. Tutto risolto a gesti e espressioni facciali adorabili (bravissima da parte sua anche Mui Siu Wai). Una sequenza attorialmente davvero magistrale e assolutamente irresistibile.

Ma Chow non domina il film con la sua sola presenza visto che deve vedersela con altri attori di classe come Sandra Ng, deliziosamente volgare e impacciata, un Anthony Wong classicamente cinico, infame e violento, il grandissimo caratterista Shing Fui-on in un ruolo “quasi” anomalo e lo stesso regista Anthony Chan qui anche attore.

In una ricca villa muore il padrone di casa e la sua eredità miliardaria viene ambita dal cinico figlio (Anthony Wong) e dal suo schiavetto, nonché nipote (Shing Fui on). Interviene l’anziano fratello del defunto a far valere i voleri dell’uomo che ha deciso di lasciare tutto il suo patrimonio a sua figlia (Sandra Ng) da 10 anni in Francia. La ragazza viene celermente fatta ritornare ad Hong Kong mentre scattano i piani per mettere mano sul patrimonio (una valigia colma di diamanti); il figlio trova una spazzina (ancora Sandra Ng) identica alla ragazza e decide di scambiarla per farle così cambiare il nome del destinatario nell’eredità. Shing Fui-on invece assolda un ladruncolo di casinò (Stephen Chow) per entrare nella casa e cambiare i nomi nel contratto. Il decorso del karma farà incontrare la ragazza e il ladruncolo e li farà innamorare mentre i loschi piani della ciurma dei villain inizieranno a vacillare mettendo in difficoltà e agitazione sia il figlio che il suo luogotenente, il vecchio partner della spazzina, un altro losco riccone, e l’amico del ladruncolo.

Numerose le sequenze irresistibili gestite da Chow, una nel casinò dove in una prova di bravura deve riuscire a far ridere Shing Fui On con ogni metodo lecito. Un’ altra in cui, ormai partner della ragazza, deve dimostrare allo zio di lei le proprie capacità atletiche e la sua cultura -in realtà inesistente- finendo a parlare di masturbazione. Altra sequenza irresistibile mostra due personaggi che devono rendere inoffensivo un uomo che sta aggredendo Sandra Ng. Iniziano così a colpirlo a colpi di pentole sempre più di grosse dimensioni, catapultandolo da un lato e dall’altro della cucina e rendendo il duello una specie di partita di tennis umana combattuta con enormi racchette dalle fattezze di padelle. Inclusi nel prezzo del biglietto una parodia del videogioco “Street Fighter 2”, delle “Ninja Turtles”, un’ innaffiata di battute sulla “cacca & pipì” e dei duelli su una barca in cui il nostro eroe per battere l’avversario infila una muta da sub gonfiandola di ossigeno in modo da renderla un esoscheletro potenziato e difensivo.

Un film piccolo quindi ma assolutamente sincero e piacevole, sicuramente da recuperare tra i primi Chow sulla via della definizione.

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