Wild Rose

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A proposito di questo film, Yang Yuanying, professore di Storia e Teoria del Cinema presso l’accademia di cinema di Pechino scrive “Rosa Selvatica esce mentre in Cina avanza l’aggressione giapponese. Il dolore e l’indignazione da essa causate costituiscono forti motivazioni per la creazione artistica e Sun Yu affronta con coraggio tematiche anti-imperialiste”. (cit. a cura di Muller Marco, Polacchi Elena, Ombre Elettriche, Mondadori Electa, Venezia, 2005)
La citazione è parzialmente vera, visto che solo la parte finale cita direttamente i movimenti storici in atto e vengono presentate alcune allusioni verso l’inizio quando la protagonista arma goliardicamente il suo esercito di bambinetti. Il resto del film è invece più radicato nella contemporaneità sociale, rapportando (e al contempo giocando di contrasti) l’estrema povertà della periferia, l’estrema povertà della città e i piani alti della stessa, riuscendo inoltre a contaminarle entrambe (la padrona-sarta severa sul finale, e i poveri “urbani” di metà film).

Xiao Feng è una ragazza solare e vitale che passa le proprie giornate scorazzando insieme ad una ciurma di ragazzini nella povera campagna cinese. Suo padre alcolizzato provoca la morte di un uomo nei confronti di cui aveva dei debiti e che era disposto a dimenticarli in cambio della ragazza. Perso padre e casa in un incendio viene adottata e portata in città da un pittore di passaggio, figlio di un ricco nobile di Shanghai. Ma l’uomo non accetta il legame tra i ragazzi e soprattutto le maniere dirette e poco consone della ragazza e caccia i due dal palazzo. La giovane coppia decide di andare ad abitare in un fatiscente palazzo insieme ad altri due giovani. E’ l’idillio e il recupero di una seconda gioventù, un lieto scorazzare per la città alla Jules e Jim incuranti di tutto fino a che i soldi finiscono e la ragazza è costretta a rubare un portafogli ad un ricco ubriaco. Per salvarla il ragazzo finisce in prigione al suo posto e la ragazza ritorna al suo paese di origine non prima di aver convinto il padre a accettare di nuovo suo figlio a palazzo. Sul finale a riunire i quattro sarà l’orgoglio patriottico, l’avanzata del nemico che spinge i giovani ad arruolarsi volontari per difendere la patria dall’invasore.

Vero inno di gioia alla gioventù, sferzato di note melodrammatiche e spinto da ottime prove di attori, Wild Rose è uno dei primi e uno dei più celebrati film di Sun Yu (Little Toys, The Big Road), maestro indiscusso del cinema cinese.
Notevoli molte scelte stilistiche e narrative tra cui i giovani che camminano lungo la strada mentre una didascalia in dissolvenza celebra la loro spensieratezza, ma nell’annunciare l’arrivo di un violento inverno (sia meteorologico che morale) il dettaglio delle loro gambe si muove in una strada ormai distrutta, coperta di detriti e pozze di fango. Sul finale un primo piano di Xiao Feng sotto la neve mozza il fiato. Sun Yu si dimostra, come viene solitamente ricordato, maestro poetico e romantico. Film come The Younger Generation probabilmente vengono anche da qui. Un film da vedere per capire da dove parte tutto ciò di cui stiamo parlando.

 

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