Window

Voto dell'autore: 3/5
Voto degli utenti InguardabileSufficienteConsigliatoOttimoImperdibile [3,00/5: 3 voti]

Le vite di una ragazza povera e cieca, Lu Ming (Josephine Siao), e di un teppistello con le pose da teddy boy di provincia, Hsia Erh (Patrick Tse, che a questa storia ha voluto tanto bene da arrivare anche a produrla), si incrociano quando al padre della ragazza prede un infarto mentre viene rapinato proprio dal giovane e dai suoi amici. Hsia Erh non è un tipo da ripensamenti o pentimenti, ma quando si ritrova, quasi per caso, a conoscere Lu Ming, un misto di senso di colpa e compassione per la sfortuna della ragazza si insinuano nel suo cuore da delinquente sciupafemmine. Così, Hsia Erh finisce per decidere di aiutare Lu Ming, rimasta orfana; si finge suo cugino e si trasferisce da lei: questo la aiuta a superare le difficoltà della sua situazione, e i due, insieme, crescono e passano momenti felici, fino a innamorarsi l’uno dell’altra. Siccome le bugie hanno le gambe corte, però, a rompere l’incanto arriva una lettera del vero cugino di Lu Ming e, anche dopo i bei tempi passati insieme, la conoscenza della verità separa le strade ai due protagonisti.

Tra i film di Patrick Lung Kong presenti all’interno della retrospettiva del 2010 del 12° Far East Film Festival, The Window è il più poetico e quello che calca più la mano sul registro melodrammatico. La storia ondeggia tra i riferimenti al cristianesimo e al ruolo delle forze dell’ordine nel garantire l’esistenza di una società armoniosa e basata sulla compassione tra le persone; non a caso i personaggi cardine della vicenda, pur se in ruoli laterali, sono una suora e un commissario di polizia (col volto dello stesso Lung). La storia romantica tra i due protagonisti è, come spesso accade nel cinema di Lung, un cardine sul quale basare una riflessione educativa sul ruolo dell’uomo e della sua coscienza verso il suo prossimo. Il cristianesimo di Patrick Lung Kong traspare spesso nei suoi film (si pensi anche a Story of a Discharged Prisoner, ad esempio), ma probabilmente The Window è quello dove il ruolo della religione e delle sue strutture (il convento delle suore che aiutano Lu Ming) è più decisivo e marcato. L’ispirazione cristiana, come altri motivi più prettamente cinematografici del resto, passerà qualche lustro più tardi e lascerà tracce anche nel cinema di John Woo, del quale si vedono le radici nella storia d’amore tormentata tra un uomo e una donna cieca, da cui l’uomo ha qualcosa da farsi perdonare (come in The Killer accadrà tra i personaggi di Chow Yun Fat e Sally Yeh). Anche l’incipit di The Window, con quella fuga a tre su una decappottabile ritmata dalla musica (qui è il tema della serie televisiva Mission Impossibile, in un cortocircuito musical cinematografico non infrequente nel cinema hongkongese dei ’70 e ’80) e dal montaggio ha un profumo di wooiano (Once a Thief): un ennesimo esempio di semi sparsi da Patrick Lung Kong nel cinema dell’ex-colonia britannica.

CONDIVIDI: