Yanggaw

Voto dell'autore: 3/5
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Richard V. Somes è un interessante e giovane regista filippino, dalla carriera decisamente pittoresca. Più volte ha lavorato a prodotti, sulla carta horror, basati sulla figura dell’aswang, sorta di creatura del folklore del sud est asiatico di volta in volta accostata al vampiro o licantropo occidentale. L’ha fatto parzialmente nel suo episodio della storica saga horror locale Shake, Rattle & Roll 2k5 (episodio Lihim ng San Joaquin), in maniera originalissima nel film Corazon: Ang Unang Aswang e in questo Yanggaw.

L’approccio però è inusuale e affatto spettacolarizzato. Probabile motivazione è il budget irrisorio (20000$) offerto dalla CinemaOne, un canale televisivo via cavo, budget che impone (e permette) di adottare al regista quello stile sobrio, sporco e suggestivo che raggiungerà compimento e perfezione nel suo straordinario Mariposa in the Cage of the Night. Il substrato narrativo infatti è opposto a quel film; là una ragazza di campagna doveva raggiungere Manila per trovare la sorella e scoprire l’inferno celato della città, mentre qua, un’altra ragazza, Amor (Aleera Montalla), torna nelle campagne dalla sua famiglia, contagiata da un male apparentemente indecifrabile. “Yanggaw”, letteralmente un termine vicino a “infezione”, sorta di malattia o dipendenza quasi tossicologica, quella che impone alla ragazza, di notte, di mutare in aswang, fuggire di casa e ghermire le proprie vittime, prima animali poi esseri umani. Il tutto giostrato come melodramma in cui la famiglia cerca di curare e stare vicino alla propria figlia, in un’ideale unione tra Christiane F. e L’Esorcista ma in cui tutta la parte spettacolarizzata o prettamente horror è tenuta a freno e in disparte. Sicuramente più approfondito il rapporto di amicizia tra il padre di Amor e un suo amico, che si va ad infrangere quando gli omicidi della ragazza iniziano a ledere lo status quo del locus amoenus.

Praticamente quasi nessun effetto speciale, trucco essenziale, ottima partecipazione dell’attrice nel calarsi nel corpo posseduto di Amor, con evidente efficacia. Luci scarne, secche e asciutte, e ottimo production design, secondo lavoro del regista (come nei due recenti Panday) che già aveva curato quello di molti film di Erik Matti da Exodus: Tales from the Enchanted Kingdom a Pa-siyam Gagamboy, film in cui Somes recita anche. Il favore è ricambiato visto che Matti invece si cala nei panni di attore (il dottore/stregone) in questo Yanggaw, oltretutto con un certo talento. E alcuni anni dopo anche Matti cederà al fascino di queste creature nel suo TikTik: The Aswang Chronicles. Cerchi che si chiudono e completano a vicenda.

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