Yesterday Once More

Voto dell'autore: 3/5
Voto degli utenti InguardabileSufficienteConsigliatoOttimoImperdibile [2,00/5: 1 voti]

Yesterday Once MoreYesterday Once More è il film di cui Johnnie To girò a maggio 2004, subito dopo la chiusura del Far East Film Festival, alcune sequenze ad Udine. Vediamo la piazza, alcuni vicoli, un negozio, un bar, un cimitero isolato. In quest’ anno in cui la Milkyway ha prodotto numerosi gioiellini molto diversi tra loro, Yesterday Once More non brilla sicuramente come capolavoro nè riesce a sollevarsi ai livelli degli altri film. Nonostante tutto è un piccolo film godibile, ma niente di più. Se non ci fosse scritto all’inizio “un film di Johnnie To” nessuno potrebbe indovinare la paternità del film, visto che la regia non lascia trasparire praticamente nulla dello stile maestoso del regista (giusto un paio di carrelli). La fotografia è poco aggraziata e troppo luminosa e spesso è risolta solo tramite sovrapposizioni di filtri colorati. La sceneggiatura  è invece l’unico elemento personale del film composta da diversi giochini e trovate tanto care alla casa di produzione. Sembra che tutto il film sia costruito in funzione della melodrammatica risoluzione finale, ma sinceramente non basta a sostenere un film in cui non esiste un reale intreccio.

Film costruito  sulle spalle della collaudata coppia Sammi Cheng/Andy Lau, i due incarnano una coppia di ladri ricchissimi in continua crisi sentimentale da amore riemergente post divorzio. Il film appartiene alla schiera di film (cari alla Milkyway, cari al cinema di Hk, cari ad ogni cinematografia) interpretati da ricconi perennemente avvolti dal lusso (ville, auto, barche, locali esclusivi, gioielli) che si comprano la felicità col denaro salvo però incappare in problemi sentimentali apparentemente insormontabili, unici problemi (salute esclusa) interni ad una vita affogata nello sfarzo (stesso stile di film come Looking for Mr. Perfect).

La cosa più divertente è notare come nelle sequenze ambientate ad Udine ci siano un sacco di volti noti che appaiono in ogni inquadratura, anche più volte; non sono altro che i ragazzi del CEC (gli organizzatori del Far East Film Festival) e tutta la crema della critica cinematografica italiana. Top cult del film, Sammi Cheng che si butta nel pronunciare addirittura un dialoghetto in italiano. Un filmettino povero povero pieno di ricchi ricchi, sicuramente il Milkyway meno entusiasmante dell’anno.
CONDIVIDI: