Talvolta l’entusiasmo del sottoscritto può apparire eccessivo ma anche questa volta non posso esimermi dai complimenti. Non tanto per il testo in sé, che si rivela un’opera unica e imprescindibile, quanto –e non smetterò mai di dirlo- per l’approccio di Alberto Pezzotta alla materia filmica. Il collega infatti è uno dei pochi, e uno di quelli che lo fa più insistentemente, che si avvicina all’analisi dei testi filmici studiandone di base le fondamenta ovvero il linguaggio, a fondo, in maniera schematica ma appassionata, motivata e spesso assolutamente esplicativa. Pezzotta infatti prende l’opera di Tam e ne sviscera la tecnica e la composizione, supportato da un esemplare supporto iconografico rappresentato da fotogrammi chiave che si pongono come base, di volta in volta, di una motivata riflessione sul senso di narrazione e comunicazione emotiva. Per chi scrive, l’approccio preferito e –sinceramente- più utile e onesto. Ovvio che non così spesso si trovano testi del genere visto che non tutti sanno lavorare in questo modo o ne hanno le capacità e/o i mezzi. Per il resto Pezzotta e tutti gli altri che hanno collaborato al volume (i complimenti vanno anche a loro) hanno prodotto un testo straordinario, un sogno atteso e desiderato da decenni da tutti gli studiosi e appassionati del cinema di Hong Kong, testo che grazie alla versione bilingue possiede una risonanza di potenza informativa esponenzialmente maggiore.
426 pagine (ovvio, vista la doppia versione italiano/inglese, sono la metà effettive) di puro contenuto senza brodi allungati o una riga inutile.
Si parte da dei saggi, si passa all’analisi di tutti i film del regista e si giunge ad una intensa e lunga intervista/discussione. Si prosegue con altri contributi di persone che hanno in un modo o nell’altro lavorato con Tam, troviamo vecchi suoi scritti, le schede di tutti i lavori televisivi e una filmografia.
Probabilmente non si poteva fare di meglio in un numero tale di pagine. Tutti i contenuti iconografici sono a colori. Un testo imprescindibile per chi ama il cinema. Stop.
A cura di CZ: |